Elena Ceste, l’ipotesi del rifugio in un convento di clausura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2014 16:35 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2014 16:35
Elena Ceste, l'ipotesi del rifugio in un convento di clausura

Elena Ceste

ASTI – Continua ormai da mesi ad essere un mistero la scomparsa di Elena Ceste. Dopo il caso della lettera inviata ai carabinieri, firmata “Il Consolatore”, sulla mamma di quattro figli scomparsa lo scorso 24 gennaio a Costigliole d’Asti (Asti), i misteri sembrano non finire mai. Diversi siti locali stanno in questi giorni avanzando l’ipotesi secondo la quale Elena potrebbe essersi rifugiata in un convento. Potrebbe essere una buona ipotesi visto che di lei non si trova traccia, ma anche per via della forte religiosità della famiglia e di Elena stessa.

Elena infatti è molto religiosa, pare recitasse il rosario quotidianamente nella vicina chiesa di Chiesa di Santa Margherita dove peraltro sembra andasse a messa tutte le domeniche.

Ad ogni modo non si riesce a fare luce sul caso. Dopo la telefonata di un tale Armando Diaz a Pomeriggio Cinque per sviare le indagini, spunta anche una lettera lasciata alla caserma dei carabinieri di Costigliole. Nessuno timbro postale, nessun francobollo.

“Quando verrà il consolatore che io vi manderò dal padre, lo spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza”. Questo il contenuto della lettera, firmata dal “Consolatore” che alla fine benedice anche l’operato dei carabinieri. Un passo, tratto dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo 15 versetto 26, molto criptico e che il parroco di Motta ha spiegato. Il consolatore sarebbe lo Spirito Santo chiamato a giudicare e a portare il messaggio cristiano.