Elena Ceste, Michele Buoninconti arrestato: omicidio e occultamento cadavere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2015 10:52 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2015 11:59
Elena Ceste, Michele Buoninconti arrestato: omicidio e occultamento cadavere

Elena Ceste, Michele Buoninconti arrestato: omicidio e occultamento cadavere

ASTI – Michele Buoninconti è stato arrestato per l’omicidio della moglie Elena Ceste la mattina del 29 gennaio nella sua casa di Costigliole d’Asti. Il vigile del fuoco di Alba è accusato di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

Il 28 gennaio il medico legale di Alba, Francesco Romanazzi, ha depositato alla Procura di Asti la perizia dell’autopsia condotta sul corpo di Elena, ritrovato il 18 ottobre scorso a Costigliole d’Asti, da dove era scomparsa il 24 gennaio 2014.

Il gip di Asti Giacomo Marson ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato e ha emanato l’ordinanza di arresto per Buoninconti, che secondo le accuse avrebbe brutalmente ucciso la moglie la mattina del 24 gennaio, giorno stesso della scomparsa.

Buoninconti, sulla cui posizione gli investigatori hanno sempre avuto dubbi per i punti oscuri mai svelati, in una recente intervista aveva chiesto una rapida sepoltura, che avrebbe dovuto tenersi  probabilmente il 7 febbraio a Govone.

IL CASO – Il caso di Elena Ceste fa parlare di sé da oltre un anno a questa parte. La donna, 37 anni e madre di quattro figli, scomparve da casa il 24 gennaio del 2014. Si ipotizzò dapprima una fuga (le indagini si sono spinte fino a Tenerife), poi un suicidio. Poi cominciò a prendere corpo l’ipotesi che potesse essere stata uccisa.

Il suo corpo venne trovato nove mesi dopo per caso: era poco distante dalla sua abitazione. I resti della donna, sommersi dal fango nel rio Mersa, erano a circa un chilometro dalla villetta di Costigliole. Furono trovati per caso, durante alcuni lavori di scavo. Una perizio e la successiva analisi del dna permise di accertare che si tratta proprio della donna scomparsa.

A Costigliole in questi mesi si sono succedute preghiere, fiaccolate e cortei. Il marito si è sempre dichiarato innocente. Ha detto di non voler parlare per proteggere i suoi figli. Fu lui – a suo tempo – a denunciare la scomparsa della moglie:

“Lei quel giorno mi aveva pregato di passare a prendere i figli a scuola perché non si sentiva bene. Non l’ho più vista”.

Elena Ceste sembrava fosse sparita nel nulla. Di bagaglio non ne aveva preso, l’auto era rimasta parcheggiata in cortile; e in casa c’erano il suo telefonino cellulare e la sua fede nuziale. Una fuga volontaria, un malore, una disgrazia, forse addirittura un suicidio. Queste le prime prime ipotesi. Fino, appunto, al 18 ottobre scorso, quando i suoi resti emersero da sotto terra per puro caso, durante lavori di ripristino di una roggia del rio Mersa.

“Ora vorrei solo poterla seppellire”,

disse Buoninconti dopo che venne accertato che quel corpo era effettivamente quello della moglie. Ma si lasciò sfuggire anche che effettivamente lui, il giorno in cui la moglie scomparve, andò nel luogo in cui fu poi ritrovata.

“Ma non vidi nulla”. La procura di Asti non gli ha mai creduto. Dopo indagini meticolosissime, lo ha iscritto nel registro degli indagati il 24 ottobre scorso e la mattina del 29 gennaio è stato arrestato.