Elena Ceste, Michele Buoninconti dal carcere: “Usano mio figlio contro di me”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2015 13:31 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 13:31
Elena Ceste e Michele Buoninconti  (foto Ansa)

Elena Ceste e Michele Buoninconti (foto Ansa)

TORINO – Michele Buoninconti, l’uomo accusato per l’omicidio della moglie, Elena Ceste, dallo scorso 29 gennaio è detenuto nella casa circondariale di Quarto d’Asti. E proprio dal carcere di Asti Michele Buoninconti ha scritto una lettera (riportata da Repubblica) per difendersi dalle accuse: “Ai funerali di mia moglie hanno cambiato la lettera del bambino per cancellare la parola papà. Quanta ipocrisia, ma la verità alla fine verrà a galla…”

“Sono rimasto profondamente deluso per ciò che è stato scritto – si legge nella lettera – C’è tanta ipocrisia. Mi è venuta in mente la parabola del fariseo e del pubblicano, e non chiamatemi uomo di altri tempi solo perché leggo la Bibbia..” E ancora: “Vorrei conoscere ancor meglio la Bibbia per capire perché si è dovuta adattare una lettura cancellando la parola marito perché ritenuta maschilista. E l’ipocrisia non è finita: ha raggiunto il culmine quando hanno adeguato una lettera spontanea di un bambino col solo intento di togliere la parola papà. Di quella lettera ho l’originale. Immagino lo sforzo che ha dovuto compiere mio figlio nel leggere parole non sue e senza senso”. “Ditemi  –  prosegue lo sfogo del marito di Elena  –  cosa significa “sei la stella più splendente in un cielo senza stelle” sostituita alla frase “tu e papà eravate una bellissima coppia”.