Elena Ceste, Michele Buoninconti e i 3 dubbi: cancello, telefonate, occhiali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2015 17:58 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 17:58
Michele Buoninconti

Michele Buoninconti

ROMA – Sono almeno tre – come si legge nell’articolo di Meo Ponte di Repubblica – gli elementi che non tornano nella difesa di Michele Buoninconti, accusato e in carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste.

Punto numero uno, l’allontanamento volontario e il cancello. È lo stesso Michele Buoninconti, scrive Ponte, ad annullare l’ipotesi dell’allontanamento volontario della moglie: ovvero che la moglie si potesse essere allontanata da casa volontariamente dopo essersi denudata. Intercettato l’11 aprile 2014 è lo stesso Buoninconti a spiegare: “Elena  –  dice Michele Buoninconti  –  non aveva le chiavi per aprire il cancello, le sue con il telecomando quella mattina me le ero fatte dare io perché il mio telecomando non funzionava. Quindi per uscire dal cancello doveva venire al primo piano, doveva schiacciare quel pulsante grigio e poi fare tutto in fretta perché altrimenti il cancello si richiude mentre scendi giù”.

Punto numero due, le chiamate al cellulare di Elena Ceste. Gli investigatori, ricorda Ponte, scoprono che la mattina della scomparsa di Elena Ceste, alle 9.01.48 e alle 9.03.14 Buoninconti ha telefonato al cellulare della moglie. Incalzato dagli investigatori Buoninconti risponde:  “Mi fa proprio stupido chiamare un telefono che tengo in mano!”.  I giudici però danno una spiegazione diversa di quelle chiamate e scrivono: “Una volta escluso che con quelle chiamate l’indagato non sta cercando di rintracciare la moglie come lui stesso ha precisato ne deriva, in via deduttiva che Buoninconti cerca piuttosto di recuperare il telefono cellulare della moglie, impregnandosi a più riprese per verificare se l’apparecchio si trovi con lui in macchina, fra i vestiti della vittima o nell’abitacolo del veicolo…”.

Punto numero tre, gli occhiali. Perché Michele Buoninconti, conclude Ponte, ha prima consegnato ai carabinieri un paio di occhiali che la moglie non portava più da tempo e solo successivamente quelli che indossava regolarmente? “Ero molto arrabbiato con loro” è stata l’unica risposta del marito di Elena Ceste.