Elena Ceste, Michele Buoninconti: “Meglio la bara piccola, ormai sono solo ossa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Marzo 2015 15:44 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2015 15:44
Michele Buoninconti, l'articolo di Giallo

Michele Buoninconti, l’articolo di Giallo

ROMA – “No, niente avvocato. Se poi Elena è morta a che ci serve?”: queste le parole di Michele Buoninconti in un’intercettazione telefonica pubblicata da Giallo. Michele Buoninconti è in carcere, accusato per l’omicidio della moglie, Elena Ceste, scomparsa il 24 gennaio 2012 e ritrovata morta nove mesi dopo in un canale vicino la sua abitazione, a Costigliole d’Asti.

“Dalle sue parole – scrive Ester Nicola di Giallo – emerge tutta la supponenza con cui trattava gli inquirenti e la presunzione, rivelatasi poi infondata, di potersela cavare da solo. E così, quando subito dopo la scomparsa di Elena, la famiglia Ceste iniziò a discutere sulla possibilità di scegliere un avvocato, Michele prese una posizione molto netta: No, niente avvocato, non sprechiamo soldi. Se poi Elena è morta, a cosa ci serve? (…) Appare evidente – scrive Ester Nicola – come Buoninconti sia sempre più stato attaccato al denaro che alla povera moglie (…) Anche dopo la scomparsa di Elena Michele provò a chiedere l’assegno familiare allo Stato (…) e segnò comunque il nome di Elena come moglie a carico. E non solo: (…) barrò anche la casella inabile spacciando la moglie come una persona con problemi fisici o mentali gravi”.

E quando si iniziò a parlare delle spese per il funerale Michele rispose ai suoceri, riporta Giallo, dicendo: “Compriamo una bara meno cara, più piccola. Tanto è rimasta poca cosa, sono solo ossa”. A riferire questo episodio, scrive Giallo, è stato l’impresario delle pompe funebri.