Eleonora Bottaro morta di leucemia, assolti genitori anti chemio: “Non è reato non credere nella scienza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2018 14:27 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2018 14:27
Assolti i genitori di Eleonora Bottaro, che morì dopo aver rifiutato la chemio

Eleonora Bottaro

PADOVA – La loro figlia, Eleonora Bottaro, rifiutò la chemioterapia e morì a 17 anni di leucemia. E i suoi genitori sono stati assolti dall’accusa di omicidio colposo perché “non è reato non credere nella scienza”: lo ha scritto il giudice dell’udienza preliminare di Padova nelle motivazioni della sentenza.

“I genitori di Eleonora Bottaro amavano davvero la loro figlia e hanno fatto di tutto pur di farla guarire, a cominciare dalle numerose visite specialistiche all’estero”, è scritto nelle motivazioni dell’assoluzione disposta dal gup nei confronti di Lino e Rita Bottaro, i genitori ragazza di Bagnoli di Sopra (Padova) morta di leucemia il 29 agosto 2016 dopo aver rifiutato di sottoporsi alla chemioterapia.

Il caso di Eleonora fece molto scalpore perché i medici che avevano visitato la ragazza si erano detti certi che sarebbe potuta guarire con la chemioterapia, che però lei e i suoi genitori rifiutarono, a favore di terapie “alternative” come la dottrina di Hamer, dal nome del medico tedesco che sosteneva che l’origine dei tumori fosse legata a traumi psicologici del passato.

Nella sentenza il giudice ha scritto che da quel momento il rapporto tra Eleonora e i genitori si era fatto sempre più stretto e la ragazza aveva manifestato la propria volontà di opporsi alla chemioterapia, come aveva confermato in una lettera scritta pochi mesi prima di morire.

Per il giudice, “Eleonora, anche se non ancora maggiorenne, era matura e autosufficiente nel momento in cui aveva rifiutato la chemioterapia, non era succube dei genitori”. Inoltre, “l’ordinamento giuridico non impone ai genitori di educare i figli secondo i principi dominanti. Vige al contrario il diritto di libera manifestazione del pensiero, strettamente correlato al principio di autodeterminazione in ambito terapeutico. Non credere alla scienza tradizionale non è un reato penale”. Per tutti questi motivi secondo il gup Eleonora non era stata in alcun modo influenzata dai genitori nella sua scelta, criticabile secondo i criteri scientifici ma non giudicabile dalla legge.

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