Eleonora Cantamessa, fermato uno degli indiani che hanno ucciso la samaritana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 10:43 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 10:44
Eleonora Cantamessa, fermato uno degli indiani che hanno ucciso la samaritana

Eleonora Cantamessa (Foto da Facebook)

CHIUDUNO (BERGAMO) – Eleonora Cantamessa è “caduta sul lavoro”: Luigi Francesco Cantamessa, fratello della ginecologa di Bergamo uccisa mentre stava soccorrendo un indiano a Chiuduno domenica sera, descrive quella della sorella come una “missione”.

Adesso per quell’omicidio è stato fermato proprio il fratello di Kamur Baldey, un indiano di 25 anni. E’ in carcere a Bergamo accusato dell’omicidio di Eleonora. Omicidio volontario. Come dire: ha voluto uccidere quel medico che aveva deciso di soccorrere il fratello.

L’autopsia sulla salma di Baldev chiarirà se sia morto nella rissa o nell’investimento. Altri sette cittadini indiani sono stati indagati in stato di libertà: sono in corso accertamenti per capire quale reato addebitare a ciascuno, se il concorso nell’omicidio o nella rissa.

 Luigi Francesco Cantamessa parla con Paolo Berizzi, di Repubblica. Con la voce rotta dal pianto spiega perché Eleonora dovrebbe essere considerata come un caduto sul lavoro: non si è esentata dal proprio dovere. Stava tornando a casa da un aperitivo insieme ad un amico. Ha visto quell’uomo, Kamur Baldev, in mezzo alla strada, in una pozza di sangue. Lei si è fatta avanti. Ha detto al suo amico alla guida dell’auto di fermarsi. Ma quella fermata le è stata fatale.

La mamma Mariella ricorda come l’ambulatorio di Eleonora fosse “sempre pieno di mamme, italiane e straniere, senza nessuna differenza. Dopo avere ricevuto le pazienti per la visita, lo studio restava aperto anche per tante ragazze provenienti da altri Paesi che chiedevano un consulto e lei le visitava gratuitamente. Non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno”.

Lo conferma Giorgio Taglietti, direttore sanitario dell’ospedale Sant’Anna di Brescia, dove Eleonora, 44 anni, lavorava da quando ne aveva 30. “Un esempio di dedizione al lavoro e generosità”, la descrive Taglietti. Fino a quando quella generosità le è costata la vita.