Omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis: trovata una mappa delle telecamere e frammenti di guanti di lattice

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Settembre 2020 12:46 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2020 12:48
Antonio De Marco: "Ho ucciso Daniele ed Eleonora perché erano troppo felici"

Antonio De Marco: “Ho ucciso Daniele ed Eleonora perché erano troppo felici”

Omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis: trovata una mappa delle videocamere di sorveglianza della donna e frammenti di guanti in lattice

Un movente passionale o quello professionale dietro l’omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis a Lecce? Quel che sembrerebbe al momento certo è che si sia trattato di un omicidio premeditato. A questo porta il bigliettino insanguinato con il disegno della mappa della zona per sfuggire alle telecamere di sorveglianza. 

Una di queste videocamere, però, avrebbe ripreso l’assassino: alto, zaino in spalla, incappucciato. Forse indossava una tuta sub. Con un coltello da sub ha inferto sessanta fendenti contro Elenora Manta e Daniele De Santis.

Nell’appartamento di Lecce, dove Eleonora Manta era andata a convivere con Daniele De Santis proprio quel giorno, gli investigatori avrebbero trovato anche alcuni frammenti di guanti in lattice. Saranno analizzati dai carabinieri del Ris di Roma. 

Il movente

Resta da capire soprattutto come mai tanta violenza, chi e perché potesse volere la morte della coppia. Lei da qualche mese lavorava all’Inps di Brindisi, lui faceva l’arbitro di calcio dopo aver gestito un b&b. E non si esclude un movente economico o in ambito professionale. 

La dinamica dell’omicidio

La coppia probabilmente conosceva l’assassino. E dall’assassino sia Eleonora sia Daniele si sono difesi come hanno potuto: questo testimoniano le lesioni sulle braccia e sulle mani, nel tentativo di fermare la raffica di coltellate.

Gli inquilini del palazzo hanno sentito dei rumori e quell’appello disperato di Eleonora: “Andrea, no”. Non si sa se si appellasse all’assassino o cercasse di chiamare un vicino di casa che ha quel nome. Dagli inquirenti il riserbo è massimo. (Fonte: La Stampa)