Livorno, militante Casapound preso a bastonate davanti alla moglie incinta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2018 21:35 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 21:35
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Livorno, militante Casapound preso a bastonate. Con lui c’era la moglie incinta

LIVORNO – Avrebbe fermato la sua auto, a bordo c’era anche la moglie incinta, per ‘riattaccare’ un manifesto elettorale di CasaPound, in via Garibaldi a Livorno. Pochi attimi e l’uomo è stato circondato da quattro persone, mascherate e armate di bastoni, che hanno iniziato a colpirlo. Poi hanno circondato l’auto, dove era rimasta la donna che è rimasta illesa ma che, all’arrivo dei sanitari e dei carabinieri, era visibilmente spaventata.

La notizia è stata diffusa da CasaPound che parla di un suo “militante” assalito. I carabinieri hanno subito avviato le indagini: il 37enne è un militare, residente a Livorno, in servizio presso il 185/o reggimento acquisizione obiettivi ‘Folgore’, di stanza proprio a Livorno.

Da Casapound rivelano che “li hanno aggrediti al grido di “fasci di merda” e quando lui ha detto ‘fermi, lasciatela stare, lei e’ incinta’, hanno replicato “tanto verrà un figlio fascista”e hanno sfondato i finestrini dell’auto dove era seduta”.

Il reggimento, originariamente inquadrato nella brigata paracadutisti Folgore, dipende attualmente dal Comfose, il Comando delle forze speciali dell’Esercito. L’uomo, trasferito dai sanitari del 118 al pronto soccorso è stato dimesso poco dopo le cure dei sanitari con una prognosi di 30 giorni, per una frattura al naso e contusioni maxillofacciali. Meno gravi del previsto le condizioni della ferita a un occhio che, in un primo momento aveva fatto temere per il suo recupero, anche se dovrà essere sottoposto ad ulteriori esami nei prossimi giorni. La procura aprirà un fascicolo, al momento contro ignoti, mentre ai carabinieri spetterà il compito di ricostruire quanto esattamente accaduto e la dinamica dell’aggressione.

Il leader di CasaPound Simone Di Stefano definisce “incredibile quello che sta accadendo in Italia. Mentre le più alte cariche dello Stato vanno manifestando e lanciano allarmi sul sedicente pericolo fascista, gli antifascisti lanciano cacce all’uomo, rivendicano con orgoglio brutali pestaggi, aggrediscono e insultano le forze dell’ordine nella totale impunità”.

Chiede poi l’intervento del ministro dell’Interno, Marco Minniti, perché “gesti vigliacchi come questi, o come quelli di Torino, Piacenza, Palermo, non fanno altro che rendere plasticamente evidente qual è la verità storica del periodo in cui viviamo” con “una massa di vecchi partiti che, pur di mantenere il loro posto alla guida del paese, cedono ai ricatti dei violenti”, aggiunge Di Stefano.

Una condanna espressa dal sindaco Filippo Nogarin (M5s): “Questa non è Livorno. La violenza è sempre da condannare senza appello e, voglio essere molto chiaro in proposito, non fa parte del dna di questa città”. Di un altro “gravissimo episodio” a Livorno parla Daniela Santanchè (FdI), ricordando l’aggressione nella stessa città a Giorgia Meloni, due settimane fa, alla quale venne impedito di parlare da giovani antagonisti e dei centri sociali, mentre il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, dice che la “sinistra sta gettando benzina sul fuoco”. Per Deborah Bergamini (FI), il clima di questa campagna elettorale “è inaccettabile”.