Ella Antony, da migrante su un barcone a venditrice modello in un supermercato di Roma

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2019 14:52 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2019 14:52
Ella Antony, da migrante su un barcone a venditrice modello in un supermercato di Roma

(Ansa)

ROMA  –  Da migrante su un barcone nel Mediterraneo a venditrice apprezzata in un supermercato di Roma. E’ la storia di Ella Antony, nigeriana di 33 anni. Cinque anni fa, dopo aver attraversato il deserto nel Niger, ha raggiunto la Libia e con un barcone ha attraversato il Mediterraneo sbarcando a Taranto. Dallo scorso 19 luglio lavora come addetta alle vendite nel reparto gastronomia di un supermercato a Roma.

“Per il momento questa è la mia strada – spiega – e voglio imparare bene tutti gli aspetti del lavoro per affrontare al meglio il futuro”. Ma già adesso il suo impegno nel supermercato in zona piazza Bologna, è un successo.

“Ella ha imparato rapidamente – spiega Aniello Bove, responsabile delle Risorse Umane del supermercato – e grazie alla sua contagiosa forza di volontà c’è stato uno scambio ed uno stimolo reciproco con i suoi colleghi: il volume d’affari del reparto gastronomia è cresciuto ed ha raggiunto i primi posti in Italia”.

Nel suo Paese Ella ha lasciato la madre, un fratello e 6 sorelle, lei è la più piccola della famiglia. Il padre lo ha perso quando aveva 5 anni. “Quando sono andata via dalla Nigeria – racconta – lavoravo come assistente direttore della fotografia in ambito cinematografico”. In precedenza aveva già fatto un’esperienza in un catering “perché – dice – mi è sempre piaciuto cucinare”.

Quando è arrivata in Italia è rimasta per un mese in un centro di accoglienza a Taranto, poi è stata trasferita in un altro centro, sempre per un mese, in Abruzzo. Quindi è arrivata a Monterotondo, comune alle porte di Roma, dove per due anni è rimasta in un centro per donne in difficoltà. “Qui ho fatto un corso per imparare l’italiano, quindi un corso di formazione per computer, un tirocinio nell’ambito cinematografico e mi sono iscritta alla scuola media inferiore e alla fine ho ottenuto i documenti per rimanere in Italia”.

Ella si è così trasferita a Passo Corese, in provincia di Rieti, con una sua compagna di viaggio ha preso una casa in affitto e da allora vive lì. “Grazie ad un assistente sociale – ricorda – nel marzo del 2018 ho frequentato un corso di formazione per la ristorazione insieme ad un gruppo di 10 donne nell’ambito del progetto Domus”.

Il progetto Domus, realizzato nel 2018, è stato dedicato a donne rifugiate in situazione di fragilità e vulnerabilità e rientra nel ‘Mep’ (Modelling Employability Process for Refugees, un progetto più ampio promosso da Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Unhcr, l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, per realizzare dei percorsi di inclusione, di cui si parlerà il prossimo 17 dicembre in un incontro tra aziende, rifugiati e istituzioni per raccontare i risultati raggiunti e tracciare le sfide future.

“Il giorno del colloquio al supermercato – prosegue Ella – mi sono detta ‘speriamo che mi prendano a fare un lavoro che mi piace’. E così è stato. Ho fatto un tirocinio retribuito nel reparto rosticceria: cucinavo e servivo. Mi piace cucinare e vedere la gente soddisfatta di tutto ciò che ho preparato. Il 19 luglio scorso ho firmato il contratto e da allora lavoro nel reparto generale di gastronomia”.

Ella ci tiene a dire di aver trovato “una famiglia” in quel supermercato di Roma. “Mi trattano come una di loro, una lavoratrice. In Italia non è molto facile per noi stranieri di colore, all’inizio avevo paura. Il giorno del mio compleanno, il 25 novembre, quando sono arrivata al lavoro, mi hanno fatto una sorpresa: ho trovato una torta e dei regali”.

Ella prima di allora non aveva mai festeggiato il suo compleanno. “Io voglio dare la forza agli altri, quando pensano che non possono sopravvivere: la forza di ricominciare la vita e mi dicono – conclude Ella – ‘voglio essere come te'”. (Fonte: Ansa)