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Emanuela Orlandi, due nuovi indagati. L’accusa: “L’hanno pedinata e rapita”

Pubblicato il 12 Marzo 2010 11:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2010 11:12

Emanuela Orlandi

A ventisette anni dalla misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi ci sono due nuovi indagati. Si tratta di Angelo Cassani, 49 anni, detto “Ciletto” e Gianfranco Cerboni, 47, detto “Giggetto”. Secondo gli inquirenti i due sono legati alla Banda della Magliana e sarebbero direttamente collegati al sequestro della ragazza.

Qualche giorno fa nel registro degli indagati era stato iscritto anche Sergio Virtù che, per i magistrati, all’epoca dei fatti era l’autista di uno dei boss della Banda, Enrico De Pedis.

Cassani e Cerboni erano già stati interrogati il 16 febbraio, allora come semplici testimoni. Giovedì 11 marzo, invece, dopo un lungo interrogatorio ai due è stato contestato il reato di sequestro di minore aggravato dalla morte della vittima. Ciletto e Giggetto negano tutto. L’unica ammissione, davanti agli investigatori, è stata quella di conoscere il boss Giorgio Paradisi. Per il resto Cassani e Cerboni negano anche di essere Ciletto e Giggetto.

I due sono stati collegati al sequestro della Orlandi per la prima volta nel 2005 quando a breve distanza di tempo prima Sabrina Minardi e poi Antonio Mancini, detto “L’accattone” avevano puntato il dito contro Cassani e Cerboni. I due, secondo l’accusa, hanno prima pedinato la Orlandi e poi, il 22 giugno 1983, l’hanno caricata su di una Bmw e portata al Laghetto dell’Eur per consegnarla a Virtù e De Pedis.  Un mese dopo sarebbero stati sempre Ciletto e Giggetto a spostare la ragazza dall’Eur al Gianicolo. Quindi un ultimo spostamento, dal Gianicolo a due passi dal Vaticano, dove la Orlandi, secondo una ricostruzione sarebbe stata consegnata nelle mani di un “monsignore”. E poi 27 anni di silenzio.