Emanuele Scieri, 20 anni dopo riesumata la salma del parà trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa

di Daniela Lauria
Pubblicato il 11 maggio 2019 16:22 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2019 16:22
Emanuele Scieri, 20 anni dopo riesumata la salma del parà trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa

Emanuele Scieri, 20 anni dopo riesumata la salma del parà trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa

PISA – Sarà riesumata la salma di Emanuele Scieri, il parà di 26 anni trovato morto 20 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa. Lo ha stabilito la Procura di Pisa che un anno fa ha riaperto il caso, a suo tempo archiviato come suicidio. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Tirreno, la nuova autopsia servirà a chiarire se un immediato soccorso avrebbe potuto salvargli la vita.

Scieri fu trovato morto ai piedi di una torre dismessa all’interno della caserma usata per “sgonfiare” i paracadute. Tre commilitoni sono indagati per l’ipotesi di omicidio volontario in concorso, uno di loro è stato arrestato la scorsa estate. Quella sera del 13 agosto 1999, Emanuele era uscito con alcuni coetanei per una passeggiata nel centro di Pisa ed era rientrato in caserma alle 22.15. Ma al contrappello delle 23.45 non rispose. Il suo corpo fu trovato solo tre giorni dopo ai piedi della torre. 

A seguito di una lunga indagine, il caso fu archiviato come suicidio. Fino all’estate 2018, quando la Procura di Pisa ha riaperto le indagini. Gli inquirenti stanno valutando la pista di un atto di nonnismo finito male. Scieri, secondo le ipotesi degli investigatori, fu picchiato e costretto a forza a salire su quella torre da dove cadde probabilmente perché spinto.

Secondo la commissione d’inchiesta parlamentare, istituita nel 2016 e conclusa a dicembre 2017, nella caserma “avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. La presidente della commissione, Sofia Amoddio (Pd), spiegò all’epoca: “La consulenza cinematica di tecnici specializzati ha accertato che la presenza di una delle scarpe di Scieri ritrovata troppo distante dal cadavere, la ferita sul dorso del piede sinistro e sul polpaccio sinistro, sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che il giovane è stato aggredito prima di salire sulla scaletta”. (Fonte: Il Tirreno)