Rifiuti Napoli, Sepe: “Scandalo il rinnovarsi dell’emergenza”

Pubblicato il 22 Novembre 2010 19:32 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 19:44

Il cardinale Crescenzio Sepe

”Le emergenze sono l’unica cosa che a Napoli non mancano mai, Napoli sembra vivere di emergenze. E’ scandalosamente attuale il rinnovarsi dell’emergenza dei rifiuti, che incombe come una ‘maledizione’ sul nostro territorio”. Sono cominciati cosi’ i ”Dialoghi con la citta”’ attraverso i quali il cardinale Crescenzio Sepe parla a Napoli.

”La mancanza di lavoro, le illegalita’ e la violenza, il degrado ambientale e la complessa e ricorrente gestione dei rifiuti, con la conseguente mancata tutela della salute di noi cittadini”: questa la ”lista” dei problemi che attanagliano Napoli e la sua area nelle parole del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo della citta’. Queste emergenze – ha spiegato nel corso dei ”Dialoghi con la citta”, cominciati oggi e che andranno avanti fino a meta’ dicembre – nascono perche’ ”si agisce come fanno le persone che, pulendo casa, mettono la polvere sotto al tappeto affinche’ non si veda, senza pero’ provvedere a una pulizia radicale, necessaria e urgente per cui il sudiciume rimane e aumenta”. Un monito, il suo, che vale per la societa’ civile, la politica e la stessa comunita’ ecclesiale perche’ ”spesso non si e’ capaci di raccogliere la sfida o si tenta timidamente d’impegnarsi, fino a quando il problema non viene dimenticato o rimosso”.

”E’ sufficiente affrontare queste emergenze soltanto dal punto di vista tecnico-amministrativo – e’ la sua domanda – oppure e’ necessario raccogliere la sfida per andare ‘oltre’, alla radice?”. Ben venga che tutte queste situazioni siano affrontate sul versante tecnico, ma ”occorre adoperarsi per raccogliere la vera sfida che si pone oggi alla nostra citta’, al nostro Sud e all’Italia intera”. Lo scorso anno, nel corso degli stessi appuntamenti, il cardinale aveva invocato una ‘Citta’ morale’. ”A distanza di 12 mesi – ha sottolineato – l’aggravarsi delle emergenze e l’ampliarsi della sfida, mi ha convinto che per Napoli ci vuole qualcosa di piu’: un Giubileo, un invito a tutti gli uomini di buona volonta’ della cultura, dei mezzi di comunicazione, delle istituzioni, delle industrie, dei sindacati, i quali, per un anno intero, si ‘compromettano’, ossia si adoperino, per un risveglio della nostra citta”’. ”Non vorrei che accoglieste questa proposta come un semplice auspicio – ha concluso – e’, invece, l’indicazione di una meta, di un obiettivo”.