Enrico Brignano indagato per frode fiscale: “Ma io non ho colpe”

Pubblicato il 5 Giugno 2013 13:18 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 13:19
Enrico Brignano

Enrico Brignano (Foto Lapresse)

ROMA – Indagato per frode fiscale dalla procura di Roma. Enrico Brignano, comico e attore, ha ricevuto la notizia a New York dove si trova per il suo spettacolo teatrale. Ma in questa vicenda, spiegata dal Messaggero, l’attore sembra più una parte lesa.

In realtà quella che per alcuni degli indagati sembra essere davvero una storia di malaffare, per il comico romano appare più come un tranello nel quale sono caduti i suoi commercialisti, indotti in errore dai titolari di una finta società che aveva tutte le sembianze di una vera realtà imprenditoriale. Ma andiamo con ordine. A dare il via all’indagine è stata la procura di Civitavecchia che ha inviato gli atti a Roma per competenza, dopo aver scoperto il giro di false fatturazioni. Il nome del comico figurava, insieme con altri, nell’elenco dei clienti di due società finite sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza: la Business Solution srl, con sede a Roma in via Copenaghen, e la Evergreen srl, di via Gregoriana 38, che poi è quella che sarebbe stata utilizzata dal comico.

Era stata la Evergreen a cercare Brignano, a dicembre del 2007 alla vigilia di uno dei suoi spettacoli al teatro Sistina di Roma. La società, pur essendo «invisibile» fiscalmente, svolgeva un’attività commerciale nel settore dello spettacolo accompagnando attori e cantanti con un servizio di autisti, organizzando l’ufficio stampa e altre attività come la fornitura di abiti di scena, la cura dell’immagine e i servizi fotografici. Per eludere il fisco non dichiarava alcun incasso, pur emettendo regolari fatture per essere pagata dagli artisti che le conferivano gli incarichi professionali. Questo avvenne anche con Brignano, che accettò una proposta per la fornitura di una serie di servizi per tre mesi, per un totale di 97mila euro. Brignano ricevette le fatture della Evergreen e le pagò con regolari bonifici bancari, attraverso la sua filiale della banca Fideuram, dunque in maniera assolutamente trasparente. Ma copia di quelle fatture furono trovate negli archivi della società durante le successive perquisizioni. PARTE LESA Questa serie di coincidenze ha portato all’iscrizione di Brignano e di altre persone, loro malgrado, nel registro indagati della procura. Anche se è assai probabile che dai prossimi giorni le loro posizioni possano essere stralciate e diventare quelle di parti lese nel procedimento.