Mentana: “Auto gratis dalla Fiat e i giornalisti non la criticano”

Pubblicato il 24 Febbraio 2012 12:30 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2012 12:32

Enrico Mentana (Foto Lapresse)

ROMA – Il direttore del TgLa7 Enrico Mentana, in un’intervista al Fatto Quotidiano, è intervenuto sulla vicenda Rai-Formigli, dopo la sentenza del tribunale di Torino, che ha condannato l’azienda e il giornalista a pagare 7 milioni di euro alla Fiat. Il giornalista racconta di un “vizietto” in voga tra le redazioni collegandolo all’atteggiamento spesso servile della stampa italiana nei confronti dell’azienda torinese.”Se viene permesso alle aziende – denuncia –  di chiedere e ottenere pene milionarie per le testate o i singoli giornalisti che esercitano il diritto di critica, questa è una lesione della libertà di stampa, perché l’effetto cercato è quello di impaurire e condizionare chi fa informazione. E vale per ogni tipo di imprenditore o di azienda, soprattutto se sono soggetti che hanno un ruolo nel mondo dell’editoria, che si chiamino Marchionne, Montezemolo, Berlusconi o De Benedetti.

“Mettiamo – ha aggiunto – che Formigli abbia sbagliato. Io non difendo la corporazione. Né lui o Santoro in quanto tali. Ci fosse stato Vespa avrei fatto lo stesso. Io parlo di un principio più importante. Di un problema che è altrove. Nel sistema. Dove non nuotano buoni e cattivi, ma soltanto il sistema stesso. E la Fiat che ne ha fatto sempre parte, circondata da consensi imbarazzanti e applausi aprioristici della stampa generalista, non può ignorarlo né pretendere di essere trattata come un potere svincolato dalle leggi. Non può censurare il diritto di critica”.

La Fiat, spiega Mentana, “è mal abituata. Nel settore automobilistico si fanno da sempre le recensioni incrociate. Meno che in Italia, naturalmente. La storia parte da lontano. A metà degli anni 80 in redazione girava una battuta. Invece di chiamare la Hertz (nota società di autonoleggio, ndr) telefonate all’ufficio stampa della Fiat. Ma magari la Fiat di allora fosse stata la Hertz. Alla Hertz le macchine le paghi. L’abitudine al comodato gratuito invece era generalizzata. I miei colleghi prendevano macchine in prestito senza pagare. I giornalisti sono stati e sono ancora una categoria ‘disponibile'”.