Se Equitalia non paga le tasse: deve 200 mila euro all’Ama, chi riscuote?

Pubblicato il 25 Maggio 2012 13:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2012 17:13

ROMA – Equitalia non paga le tasse. La denuncia arriva da Libero quotidiano, che spiega come l’ufficio Equitalia di Roma, Equitalia Sud, non paghi la tassa sui rifiuti all’Ama per un valore di 200 mila euro di arretrati. La tassa sarebbe lievitata da quando Equitalia ha cambiato sede, non comunicando all’Ama il trasferimento. Il risultato? Le bollette sono state spedite, ma nessuno ha pagato. E non comunicando il trasferimento, non sono mai arrivate bollette dell’Ama nemmeno alla nuova sede.

La storia si complica perché se l’Ama decidesse di avviare un’ingiunzione di pagamento, sarebbe la stessa Equitalia a doversi inviare una cartella esattoriale ed obbligarsi alla riscossione. Equitalia si è scusata per l’errore di comunicazione, ma per Equitalia Sud restano da pagare 200mila euro tra tassa, sanzioni e interessi. Il dubbio ora è lecito: chi si occuperà della riscossione? E soprattutto, se non sarà pagata la cartella esattoriale, Equitalia si auto-pignorerà i suoi immobili tra Avellino e Pescara? Quella di Equitalia rappresenta magari una dimenticanza, che un ente che si occupa di riscuotere tasse ai cittadini decisamente non potrebbe permettersi.

La replica: “Equitalia non ha alcun debito con Ama”. “Equitalia – si legge in una nota – non ha alcun debito con Ama. Equitalia ha inviato ad Ama le planimetrie relative alla nuova sede per consentire il calcolo della tariffa rifiuti e Ama, con nota del 22 maggio 2012, ha risposto di ‘pazientare ad attendere un nostro riscontro’, a causa di problematiche interne alla società municipalizzata. Per quanto riguarda invece i pagamenti relativi allo smaltimento rifiuti di Equitalia Sud, nel 2010 e nel 2011 sono stati versati 125 mila euro; mentre 75 mila euro sono in corso di pagamento, secondo le normali procedure. Di conseguenza, la notizia relativa alla morosità di Equitalia nei confronti di Ama e’ falsa e destituita di ogni fondamento. Per questa ragione, Equitalia ha dato mandato ai propri legali di procedere a formulare richiesta risarcitoria in sede civile per il grave danno provocato dalla propalazione di notizie infondate e false”.