Equitalia, ex funzionari arrestati: “Tangenti per pagare a rate le cartelle”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2014 14:18 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2014 14:18
Equitalia, ex funzionari arrestati: "Tangenti per pagare a rate le cartelle"

Equitalia, ex funzionari arrestati: “Tangenti per pagare a rate le cartelle”

ROMA – Offrivano la rateizzazione delle cartelle esattoriali in cambio di tangenti. Questa l’accusa con cui Roberto Damassa, ex funzionario di Equitalia, e il consulente Alberto Marozzi sono stati arrestati la mattina del 5 marzo nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma. Le ipotesi di reato sono di corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato e fatture false. Oltre ai due arrestati, altre 14 persone risultato indagate.

Secondo l’Ansa, l’ex funzionario di Equitalia a fronte di pagamenti illeciti di denaro concedeva indebite istanze di rateizzazione a favore di imprenditori destinatari di cartelle esattoriali. A firmare il provvedimento di custodia cautelare il gip Pierluigi Balestrieri su richiesta dei pm Paolo Ielo e Luigi Fede.

Equitalia SPA in un nota si ha dichiarato di essersi “già costituita parte offesa” e che “sta continuando a collaborare con gli inquirenti affinché venga fatta piena luce sui fatti oggetto di indagine e sulle eventuali responsabilità”.

L’ex funzionario arrestato, gestore di una palestra di Guidonia Montecelio, è risultato anche autore, con altri soggetti, di una truffa ai danni dell’Inps: attraverso l’utilizzo di modelli F24 intestati ad una società “schermo” del tutto inesistente, faceva risultare come regolarmente pagati i contributi previdenziali di imprese compiacenti le quali, invece, non versavano nulla nelle casse dell’ente.

Le indagini sono lo sviluppo di una precedente attività investigativa che aveva condotto all’arresto, nel febbraio dello scorso anno, otto persone responsabili di reati di concussione, truffa aggravata e traffico internazionale di stupefacenti e che aveva consentito di individuare un sodalizio criminale che, anche, attraverso l’utilizzo di documenti dell’Agenzia delle Entrate contraffatti, compiva false verifiche fiscali per poi indurre i contribuenti a pagare cospicue “tangenti” allo scopo di ammorbidire il presunto controllo in realtà solo simulato e del tutto inesistente. Tra le vittime della truffa anche l’imprenditore Tommaso Di Lernia, già coinvolto in inchieste sugli appalti in Enav.