Erasmus, voto negato. Studenti scrivono a Napolitano

Pubblicato il 19 gennaio 2013 18:50 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2013 18:55

Erasmus, voto negato. Studenti scrivono a Napolitano

ROMA – Gli studenti Erasmus non ci stanno e scrivono a Giorgio Napolitano. Nonostante anche sabato il ministro Annamaria Cancellieri abbia spiegato che è impossibile consentirgli il voto all’estero perché servirebbe una legge ad hoc, in tutta Europa centinaia di ragazze e ragazzi si stanno mobilitando per far sentire la loro indignazione sia organizzando seggi elettorali improvvisati a Madrid, Parigi, Tolosa e in tante altre città, sia mediante una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica.

A sostenerlo è Luca Spadon, portavoce nazionale di Link ‘Coordinamento Universitario’, dopo la conferma, da parte del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, che gli studenti all’estero per il progetto Erasmus non potranno votare.

Apprendiamo con molte preoccupazioni le dichiarazioni del Ministro dell’Interno: il diritto di voto è uno dei fondamenti della vita democratica del nostro Paese, per altro costituzionalmente garantito, e per questo chiediamo che siano effettuate con urgenza assoluta ulteriori verifiche e che si faccia tutto il possibile a livello legislativo per tutelare quei 25.000 studenti attualmente in Erasmus”, fa sapere il portavoce nazionale di Link ‘Coordinamento Universitario’.

”Questa situazione – aggiunge – sta assumendo dei contorni paradossali anche perché le dichiarazioni rilasciate dal Ministro appaiono poco chiare avendo la stessa affermato che ”ci vorrebbe una legge ad hoc che non è mai stata fatta”.

”Il fatto che non sia mai stato approntato un provvedimento legislativo che ponesse fine a questa privazione del diritto di voto aggrava ancor di più la posizione di questo Governo che si sta per rendere colpevole di un ennesimo atto di ingiustizia nei confronti della nostra generazione – continua Luca Spadon – a questo punto e’ necessario stanziare un fondo ad hoc che consenta agli studenti Erasmus di poter essere parzialmente rimborsati, proprio come avviene per tutti i loro coetanei residenti in Italia, del viaggio che dovranno affrontare per votare”.