Ercole Incalza: lo strano caso del furto in casa sua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2015 17:58 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 17:58
Ercole Incalza: lo strano caso del furto in casa sua

Ercole Incalza: lo strano caso del furto in casa sua

ROMA – Perché Ettore Incalza ha denunciato solo un mese e mezzo dopo un furto avvenuto a casa sua? E perché lui e la figlia, parlando al telefono, sembrano avere ben chiaro chi siano gli autori o, quantomeno, i mandanti? Le domande non trovano risposta nell’ordinanza con cui il gip di Firenze ha disposto l’arresto del superburocrate del ministero delle Infrastrutture, ma lasciano spazio a molti dubbi tanto che il giudice stesso annota che “anche da tale episodio si trae un quadro di grande ambiguità sulla figura dell’indagato e sui suoi rapporti”.

Il giallo inizia il 3 febbraio del 2014, quando Incalza scopre di aver subito un furto. Ma chi è entrato, forzando la porta blindata, ha messo a soqquadro una sola stanza, senza minimamente curarsi delle altre. Sul perché di un tale atteggiamento, sia Incalza sia la figlia sembrano avere qualche idea. Il Ros, infatti, li sente parlare al telefono lo stesso giorno: “cercavano qualcosa – dice la donna – perché sono stati solo in camera di mamma e solo là…io non vorrei che fosse…mah?…mi sembra strano…mi sembra molto strano…però questi sono stati mandati eh!”.

E l’ex capo della struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, “addirittura ridendo” scrive il Gip, risponde così: “…quindi abbiamo capito chi erano…chissà che cosa volessero cercare”. In un successivo messaggio al padre, la donna torna sulla vicenda in maniera più esplicita mettendo in relazione, scrive il gip nell’ordinanza, il furto subito con una serie di lettere anonime che sarebbero arrivate ad Incalza. “O questi ladri li hanno mandati e ti hanno studiato – afferma – …prima lettere anonime, poi furto…io sospetto di gente…poi ti dico”.

“Va segnalato – annota ancora il Gip – che il furto è stato denunciato” dalla figlia di Incalza “solo il 21 marzo 2014”. Dunque oltre un mese e mezzo dopo. E nella denuncia “il fatto è dichiarato come avvenuto il 4 febbraio 2014” e non il 3. Secondo gli inquirenti fiorentini “qualche spiegazione” su quel che è accaduto la fornisce una telefonata tra Giulio Burchi, uno degli indagati nell’inchiesta, già presidente di Italferr Spa e personaggio che da anni si muove nelle grandi opere, e un tale Sauro Serini.

La telefonata ascoltata dagli investigatori è del 31 marzo 2014, quasi un mese dopo il furto. “Una vocina mi ha detto che sono entrati i ladri a casa di Incalza ed hanno portato via solo dei gran documenti…ti risulta?”. Burchi, annota il Gip, “non nasconde la sua sua soddisfazione dicendo ‘che non sia la Guardia di Finanza’.”. Ma Serini prosegue affermando: “ci sono molte altre persone a cui Ercole Incalza non è simpatico” e auspicando una sua “rapida uscita di scena”. “Beh vabbè – dice ridendo – di molti…metà e metà…metà antipatici e metà simpatici…sembra strano no?…una vocina terza…bene informata…non è una voce da gossip…vabbè…speriamo che un altro mito vada in pensione”.