Eredità Agnelli/ Finalmente accessibile il documento firmato nel 2004 tra Margherita e Marella. Le due madame nel testo vengono indicate come “Mme X” e “Mme Y”

Pubblicato il 15 Luglio 2009 8:58 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 9:12

È finalmente accessibile il documento riservatissimo formato da sette pagine, dodici articoli e due omissis, firmato a Ginevra la sera del 18 febbraio 2004 tra Margherita Agnelli de Pahlen e la madre Marella Agnelli Caracciolo. Firmano quei fogli davanti al notaio Etienne Jeandin. È l’accordo, raggiunto dopo una brusca rottura e dodici mesi di negoziato, per la ripartizione dell’eredità miliardaria di Giovanni Agnelli, scomparso da un anno.

Il documento chiave, tuttora «vigente», stabilisce a chi spetta cosa e regola i rapporti tra madre (ha diritto a una rendita mensile) e figlia (paga la rendita). Marella, per esempio, a garanzia della «paga» mensile ha in pegno i quadri di Margherita: se il denaro non arriva, li vende. Quanti soldi? Qui c’è l’omissis, cioè una cancellatura a pennarello di 2 centimetri. La cifra dovrebbe essere 770mila euro al mese, cioè 9,2 milioni di euro all’anno, corrispettivo dell’usufrutto.

Fondamentale uno specifico articolo di rinuncia ad avere «alcuna pretesa» su «eventuali donazioni» fatte da Gianni Agnelli a «beneficiari … chiunque essi siano». Ma quando madre e figlia quella sera tornano nelle rispettive residenze svizzere, hanno appena delineato, firmando l’«Accord Transactionnel», anche il futuro del gruppo Fiat, spianando la strada a John Elkann, come voleva l’Avvocato. Il Lingotto in quel momento è in uno dei momenti più difficili della sua storia.

Il contratto tra madre e figlia viene depositato in un unico esemplare (a testa). Nel testo le due madame vengono indicate come «Mme X» (Marella) e «Mme Y» (Margherita).

Margherita oggi chiede la nullità degli accordi di Ginevra con la madre. E da altre carte svizzere emerge il testo di una misteriosa intesa tra due fondazioni, Universal Art e International Art, che dovrebbero essere i veicoli utilizzati da Margherita e Marella per regolare una parte dei loro affari.