Eredità Sordi, 37 cugini impugnano testamento: “Aurelia non era cosciente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Febbraio 2015 10:54 | Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2015 10:54
Eredità Sordi, 37 cugini impugnano testamento: "Aurelia non era cosciente"

Aurelia Sordi

ROMA – Non c’è pace per l’eredità di Alberto Sordi. I 37 cugini che hanno contestato il testamento ora lo hanno ufficialmente impugnato, dichiarando che Aurelia, sorella di Alberto, “lo scrisse senza essere cosciente”. Il testamento scritto da Aurelia Sordi lascia l’intera eredità alla Fondazione Museo Alberto Sordisecondo i parenti rimasti a bocca asciutta, non sarebbe valido.

I parenti di Sordi d’altronde sono spuntati dal nulla e ora avanzano diritti sull’eredità che vale 40 milioni di euro, scrive Andrea Garibaldi sul Corriere della Sera:

“Alberto Sordi non ne voleva sapere dei suoi parenti. O meglio, adorava le sorelle Savina ed Aurelia e il fratello Giuseppe. Punto. Racconta Paola Comin, che curò per Sordi l’ufficio stampa dal 1992 fino alla morte nel 2003: «Non ho mai visto un parente di Alberto. Diceva: “Parenti non ne conosco e non ne ho”». Racconta ancora, Comin, che – fine Anni 70 – sul set del Malato immaginario , si presentò un uomo come «lontano cugino» di Sordi. Maria Ruhle, storica ufficio stampa di Alberto, accompagnò l’uomo da lui. Sordi si prestò a una foto, poi chiamò la Ruhle, arrabbiatissimo: «Maria, io non ho parenti! Non mi portare più nessuno!»”.

Il patrimonio in ballo è cospicui, quasi 40 milioni di euro che secondo il testamento aperto lo scorso 23 ottobre andrebbero tutti alla Fondazione Museo:

“Due conti correnti per venti milioni circa, la villa di via Druso, fra l’Appia Antica e le Terme di Caracalla, valore stimato altri venti milioni, più azioni del Campus biomedico di Trigoria, al quale Sordi donò i terreni per costruirlo. Nell’anno 1957, Sordi fu protagonista di Arrivano i dollari! : i cinque fratelli Pasti si disputano senza virtù e con molti vizi l’eredità di zio Arduino, diventato straricco con i diamanti in Sudafrica”.

Insomma Sordi ha sempre sostenuto di non avere parenti, scrive Garibaldi, ma dopo l’apertura del testamento sono spuntati 37 cugini:

“Qui, ora, i parenti che vogliono vederci chiaro sul testamento di Aurelia sono 37, cugini di quinto e sesto grado dei fratelli Sordi, parenti «in linea collaterale», figli di sorelle e di fratelli dei genitori di Alberto. Hanno fra i 30 e i 70 anni, fanno quasi tutti Sordi di cognome, vengono da Valmontone e da Frosinone, zone d’origine del papà di Sordi, Pietro, titolare della tuba contrabassa al Teatro dell’Opera e della mamma, Maria Righetti, insegnante elementare. Fra gli altri, c’è Igor Righetti, conduttore su Rai Radio Uno del Comunicattivo , e c’è Renato Ferrante, 76 anni, anche lui attore: cugini per parte di Maria”.

I parenti accusano Aurelia di aver scritto il testamento senza essere cosciente e che quindi non è valido. Oltre ad avanzare pretese sull’eredità i parenti si costituiranno parte civile nel processo ad Artura Artadi, l’autista di Aurelia, che è accusato di circonvenzione d’incapace per alcune donazioni che non hanno convinto gli inquirenti.

Intanto Paola Comin, ufficio stampa della famiglia Sordi dal1992, si dice “furibonda”:

“«Sono furibonda. Non si tiene conto della volontà di Alberto né di quella di Aurelia, che era assolutamente in grado di intendere e di volere». Ma l’avvocato Coppi assicura: «I parenti vogliono capire cosa sia davvero accaduto con il testamento. Alla fine, rispetteranno la volontà di Sordi»”.