Erich Priebke, Aniello D’Angelo (Chiesa Ecumenica): “Pronto celebrare esequie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2013 15:44 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2013 15:45
Aniello D'Angelo

Aniello D’Angelo (foto Facebook)

SALERNO – “Pronto a celebrare i funerali di Erich Priebke“. Sono le parole di Aniello D’Angelo, ex diacono e fondatore della Chiesa Cristiana Ecumenica, Cattolica Apostolica, un ente di culto nato nel settembre dello scorso anno e che riunisce soprattutto fedeli omosessuali, conviventi, separati e divorziati esclusi dai sacramenti.

D’Angelo, 50 anni di Centola, comune costiero del Salernitano, ha infatti pubblicato sul suo profilo Facebook, una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia, nella quale si “rende disponibile” a celebrare i funerali dell’ex capitano delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse ardeatine e morto a Roma.

A spiegarne le motivazioni è lo stesso diacono, sempre dalle pagine del social network. “Comprendo il rischio che la gerarchia cattolica corre di fronte alla comunità ebraica e al mondo – spiega D’Angelo a proposito della decisione del vicariato dell’Urbe che aveva escluso la possibilità di un funerale in chiesa per il gerarca nazista – ma credo che una tale decisione denoti una grande contraddizione di fondo rispetto all’insegnamento di Gesù Cristo, di cui ci si vanta di essere rappresentanti in terra”. ”Oltre alla predicazione dell’attuale Papa Francesco, messaggero di pace e di misericordia, – prosegue l’ex diacono – la cosa gravissima è pensare di poter scrutare il cuore di un uomo, nel suo angolo più intimo, che nessuna mente umana può conoscere”.

“Nessuno può conoscere il misterioso dialogo interiore fra l’uomo e Dio – conclude D’Angelo – Nessuno può giudicare o misurare la misericordia di Dio. Siamo tutti peccatori e commettiamo ogni giorno crimini che possono uccidere molte più persone di un Priebke qualunque”.

Nel giugno scorso, Aniello D’Angelo aveva benedetto il primo “patto d’amore” in Campania di una coppia gay.