Per quale motivo don Petrucci ha accettato? “Se Priebke per anni si è confessato regolarmente ed è stato assolto – spiega – significa che si è pentito dei suoi peccati. E dunque non si poteva considerare un pubblico peccatore. Ho agito così nel suo caso, ma alle stesse condizioni l’avrei fatto anche con Stalin”.

Ma il superiore della Fraternità precisa: “La cerimonia doveva rimanere riservata, privatissima, e doveva essere celebrata a porte chiuse, nella cappella al primo piano del nostro istituto. Ne sarebbe stata data notizia a cose fatte. Non volevamo alcuna strumentalizzazione politica o ideologica”.