Ermanno Fieno fermato a Ventimiglia: è accusato di aver ucciso i genitori a Viterbo

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 dicembre 2017 11:00 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2017 14:42
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Ermanno Fieno fermato a Ventimiglia: è accusato di aver ucciso i genitori a Viterbo

VITERBO – E’ stato rintracciato dalla polizia a Ventimiglia il figlio di Gianfranco Fieno e Rosa Franceschini, i due anziani coniugi trovati morti in casa a Viterbo e avvolti nel cellophane. Ermanno Fieno, 44 anni, è sospettato di aver ucciso i genitori. Secondo quanto si è appreso è stato fermato con l’accusa di omicidio.

Le ricerche della squadra mobile di Viterbo sono scattate immediatamente dopo il ritrovamento in casa dei corpi, avvolti in sacchi di cellophane. Non si esclude che il movente sia riconducibile alla pensione del padre. L’allarme è scattato mercoledì sera quando i vigili del fuoco, allertati perché i due anziani coniugi non rispondevano al telefono, sono saliti con l’autoscala al piano del loro appartamento. Guardando attraverso una finestra è emersa la tragica verità. I due corpi erano in camera da letto: Rosa Franceschini di 79 anni era per terra, mentre il marito Gianfranco Fieno di 83 anni sul letto. Entrambi erano in sacchi di plastica chiusi con del nastro adesivo. E’ presumibile che l’autore intendesse rallentare così il processo di decomposizione e il propagarsi del cattivo odore.

E’ subito partita la caccia a uno dei figli della coppia, Ermanno Fieno che abitava con loro e aveva fatto perdere le sue tracce. Aveva lasciato il cellulare a casa ed era scomparso nel nulla. La polizia di frontiera lo ha bloccato alla stazione di Ventimiglia: era in procinto di espatriare.

Dai primi accertamenti sembra che l’anziana sia stata colpita alla testa con un attrezzo in ferro del camino, che è stato ritrovato in casa dagli investigatori e posto sotto sequestro. Il marito, invece, non presenterebbe segni evidenti di violenza. Sarà comunque l’autopsia a stabilire le cause di entrambi i decessi. Rimane da chiarire il movente dell’omicidio che potrebbe risalire a diverse ore prima del ritrovamento, forse addirittura 36 ore.

Se confermate tali ricostruzioni, a Fieno potrebbe essere contestato di aver ucciso la madre, dopo il decesso del padre, per usufruire della pensione di quest’ultimo. Sul caso indagano il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma ed il sostituto Chiara Capezzuto.

La polizia ha ascoltato gli altri condomini dello stabile e i vicini. Sembra che nessuno abbia sentito urla o liti particolari. I sospetti si sono concentrati fin da subito sul figlio fermato a Ventimiglia. L’uomo, 44 anni, è disoccupato e avrebbe alle spalle qualche piccolo precedente per furto. Non è escluso che alla base dell’omicidio possano esserci questioni economice. Ad insospettire gli altri fratelli anche le risposte vaghe del 44enne quando nelle ore precedenti al ritrovamento dei corpi avevano chiesto notizie dei genitori. Sembrerebbe che si sia giustificato dicendo che erano ricoverati in una clinica.

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