Ernesto Mangiapane e i 25 giorni in terapia intensiva: “Ho visto morire 7 persone”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2020 12:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2020 12:40
Ernesto Mangiapane e i 25 giorni in terapia intensiva a Palermo: "Ho visto morire 7 persone"

Ernesto Mangiapane e i 25 giorni in terapia intensiva: “Ho visto morire 7 persone” (Foto d’archivio Ansa)

Ernesto Mangiapane racconta come si vive per 25 giorni in terapia intensiva. Vedendo morire 7 persone.

Ernesto Mangiapane è uno psicologo che ha avuto il Coronavirus: all’Ansa ha raccontato come ha vissuto 25 giorni in terapia intensiva a Palermo. Vedendo morire 7 persone e temendo di fare la stessa fine.

Ernesto Mangiapane: il racconto dei 25 giorni in terapia intensiva

“Sono vivo. Sono emozionato. Dopo 25 giorni in terapia intensiva con 45% di ossigeno che non mi bastava oggi sono stato trasferito in semi intensiva col 3% di ossigeno resisto e respiro. Ho avuto una polmonite devastante, come dicono i medici di una gravità inaudita, che è un miracolo me lo ricordano tutti i giorni.

Sono stato chiuso dentro un casco a ossigeno per 12 giorni, bevevo da una cannuccia, messo prono nel tentativo estremo di salvarmi la vita. Ho visto morire 7 persone, le ho viste chiudere dentro i sacchi neri e ho pensato tante volte che anche io sarei finito lì dentro. Ho avuto paura, terrore”. E’ la testimonianza dello psicologo Ernesto Mangiapane.

I ringraziamenti per tutti

“Ringrazio tutti per le preghiere, i messaggi, l’affetto immenso dei parenti, dei pazienti, degli amici – dice – La mia famiglia, mia sorella, cognati, suoceri, zii, mamma e papà, mia sorella Francesca, sempre pronta a fare di tutto per me. Ringrazio l’equipe tutta dell’ Utir dell’ospedale Cervello, il primario Giuseppe Arcoleo, sono pazzeschi, lavorano intensamente senza sosta”.

“E soprattutto – conclude – grazie alla roccia della mia vita, mia moglie positiva anche lei in isolamento a casa con i nostri bimbi positivi, ora negativizzati. Ha sofferto tantissimo da sola per un tempo che sembrava non passare mai. Io ringrazio la vita”.  (Fonte Ansa)