Eruzione del Vesuvio, 300 secondi segnano il confine tra la vita e la morte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 dicembre 2016 13:05 | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2016 13:05
Eruzione del Vesuvio, 300 secondi segnano il confine tra la vita e la morte

Eruzione del Vesuvio, 300 secondi segnano il confine tra la vita e la morte (Foto archivio Ansa)

NAPOLI – Trecento secondi segnano il confine tra la vita e la morte in caso di eruzione del Vesuvio. Questo il piano di sgombero presentato a Napoli il 2 dicembre dal capo della direzione regionale dei vigili del fuoco, Michele Maria La Veglia, e dall’ordine degli ingegneri. Se il vulcano si svegliasse, le seicentomila persone che vivono alle pendici del vulcano. La Veglia, intervenuto al convegno nell’ambito della Mostra d’Oltremare, ha spiegato che una eruzione del Vesuvio può essere prevista anche con un mese di anticipo e da allora per la sicurezza dei cittadini ed evitare vittime, questi dovranno seguire alla lettera le istruzioni che saranno date dalla Protezione civile e dalle altre autorità come i Comuni.

Valerio Iuliano sul quotidiano Il Mattino riporta le parole di La Veglia, che sottolinea come in caso di eruzione il rischio per i cittadini è concreto, ma rassicura sul fatto che non accadrà nei prossimi mesi:

“Se il Vesuvio dovesse scoppiare in 300 secondi potrebbe fare anche seicentomila vittime ma siamo certi che non accadrà nei prossimi mesi. Un’eruzione può essere prevista anche con un mese di anticipo e, dal momento in cui arriverà il preavviso, la gente dovrà ascoltare quello che verrà detto dalla protezione civile e dai Comuni”.

La zona rossa, dunque più a rischio in caso di eruzione del Vesuvio, è quella dei Campi Flegrei, spiega poi Edoardo Cosenza, ordinario di Tecnica delle costruzioni all’Ateneo Federiciano:

“I livelli di rischio sono 4. Si va dal livello base a quello di attenzione, dallo stato di preallarme a quello di allarme. Il Vesuvio è al piano base, quello meno pericoloso in questo momento. Per i Campi Flegrei, invece, siamo allo stadio successivo, ovvero quello dell’attenzione. Gli indicatori di attività risultano infatti oltre i limiti di norma. Ma, quando ci sarà l’eruzione, è più probabile che sia piccola. In ogni caso, le zone rosse per entrambe le aree sono state preparate per i fenomeni più violenti”.

L’Ordine degli Ingegneri nell’ambito del convegno “Vulcano rischio napoletano” ha poi sottolineato che la prevenzione in caso di calamità naturali è importante e che sono pronti a collaborare, come dichiarato dal presidente Luigi Vinci:

“Siamo pronti a collaborare per informare i cittadini su come comportarsi in caso di emergenza vulcanica e salvarsi la vita”.

Le nuove tecnologie d’altronde vengono in aiuto dei cittadini e sarà necessario d’ora in poi utilizzare tutti gli accorgimenti possibili per adeguare gli immobili già esistenti e per le nuove costruzioni, spiega il vicepresidente dell’Ordine Eduardo Pace:

“Grazie a un accordo fra Protezione Civile e Consiglio Nazionale Ingegneri, sono stati formati oltre 1900 professionisti in grado di effettuare verifiche di agibilità degli edifici situati in territori colpiti da calamità naturali”.

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