Eugenio Ricodanzo che voleva l’esattore “martire” della sua libertà dalle tasse

Pubblicato il 23 Maggio 2011 15:51 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2011 15:51

ROMA-Eugenio Ricodanzo, un nome da ricordare, un testimone del tempo. Intevistato dal telegiornale de La7, inquadrato dalle telecamere: è un uomo di mezza età, l’aspetto complessivo è una miscela di come immagini uno che lavora soda e possiede alquanto, insomma un lavoratore-possidente, questo è quel che appare. Scandisce al microfono: “Ci voleva un martire della libertà!”. Tu ascolti, sai che il servizio giornalistico che stai guardando è quello sull’agente di Equitalia che si presentato a riscuotere, o almeno a depositare,  una cartella esattorale dei centinaia di migliaia di euro. Una maxi multa per antichi e pensi ripetuti sforamenti delle quote latte e supponi per sanzioni relative che mai sono state pagate. E infatti Eugenio Ricodanzo è un allevatore e fin qui tutto torna: “il martire della libertà” che “ci voleva” deve essere lui, proprio lui, Ricodanzo, appunto vittima e quindi martire.

Sbagliato, Ricodanzo vuol dire e dice altra cosa, dice tutto il contrario: il “martire della libertà che ci voleva” è secondo le sue parole “quello di ieri, quello poteva essere quello giusto”. E chi era “quello di ieri”, quello a cui “è stato offerto anche da bere” mentre a casa Ricodanzo lo trattenevano un po’, un po’ di ore? Era l’agente di Equitalia, l’uomo del fisco. Ricodanzo, parole sue, quasi quasi ne voleva fare, ne avrebbe fatto un “martire”. Della “libertà”, della sua, di Ricodanzo, libertà di non pagare. Però il martire non faceva lui, il Ricodanzo, il “martire” lo doveva fare l’altro. Io libero e tu martire della mia libertà. Probabilmente Ricodanzo si è alquanto impappinato sul significato della parola “martire”, ma l’equivoco che gli è venuto, salito sù dal profondo del cuore non è solo e certo linguistico. Libertà mia e martirio tuo è una pratica sociale, una confessione civile(?) abbastanza diffusa. Ricodanzo avrebbe volentieri “martirizzato” l’esattore delle tasse per proclamare la sua libertà dalle tasse. Ricodanzo, se non un martire, di certo un mito.