Caso escort, ex pm Scelsi: “Laudati frenò le indagini su Berlusconi”

Pubblicato il 28 Ottobre 2011 - 13:31 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Un’inchiesta di Repubblica ha svelato che Antonio Laudati, il procuratore di Bari, frenò le indagini sul caso escort in cui è coinvolto il premier Silvio Berlusconi. A rivelarlo al Consiglio superiore della magistratura è Pino Scelsi, ex pm di Bari, che aveva denunciato già nel 2009 a Laudati quanto pensava accadesse nelle ville di Arcore. Scelsi racconta: “Gli dissi: guarda, Antonio, non te ne venire con questi trucchetti, se anche la D’Addario ha registrato l’interrogatorio, non mi cambia la vita”. E ancora: “Eravamo io, Laudati, la Pontassuglia. Lui mi fece vedere il filmino e mi fece una domanda trabocchetto, se si può dire. Mi fece vedere questo famoso braccio destro dell’onorevole D’Alema, da me fatto filmare con Tarantini (era l’imprenditore De Santis). Mi disse: questo lo conosci? No, dissi, non l’ho mai visto”.

Laudati minaccio Scelsi, allora deciso ad itnraprendere quall’indagine, dicendogli: “Guarda, se ti metti su questa strada, io vado al Consiglio, andiamo al Consiglio, e vinco io”. Ma Scelsi gli rispose: “no, qua non vinci tu, non vinco io, perdiamo tutti. Così gli dissi e questa è la ragione per cui sono stato a lungo tranquillo, ho cercato di dare un contributo pure in queste condizioni nelle quali mi sentivo veramente sotto pressione”.

Tranquillità ora persa, in attesa che il Consiglio superiore della magistratira emetta la prossima settimana la sua sentenza sull’ex pm. Scelsi ha poi sesposto la teoria di Laudati contro Massimo D’Alema: “ha una serie di amici in Puglia che a loro volta sono amici di Tarantini. Non riuscendo con le armi della politica a sconfiggere la maggioranza di segno opposto ha pensato bene di finanziare Tarantini perché reclutasse, addestrasse, inserisse la D’Addario nelle residenze dei suoi nemici politici onde poter poi fare emergere questa come un’attività scandalosa e quindi portare alle dimissioni del suo nemico politico. Per fare questo, mi diceva e diceva ai colleghi, è stata reclutata Patrizia D’Addario, è stata portata da Scelsi, poi come per incanto sono uscite le copie della registrazioni che aveva fatto la D’Addario, la D’Addario ha fatto la dichiarazione, l’ex collega amico di Scelsi, ora politico (si riferisce al senatore Alberto Maritati), è venuto per assicurarsi dell’esistenza del materiale investigativo, quindi è scattata la trappola”.