Estorsione a Trezeguet: Corona condannato a 5 anni

Pubblicato il 16 Gennaio 2012 - 17:04 OLTRE 6 MESI FA

TORINO – La Corte di Appello di Torino ha condannato a cinque anni di reclusione il fotografo Fabrizio Corona per il tentativo di estorsione messo in atto nel 2009 ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet.

I giudici di appello hanno aumentato la pena inflitta in primo grado al fotografo, che era stato condannato a tre anni e 4 mesi di reclusione. La decisione del Tribunale di Torino era stata impugnata sia dalla Procura della Repubblica, sia dai difensori di Fabrizio Corona.

Cinque anni per estorsione e utilizzo illegittimo di dati, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici è nel dettaglio la pena inflitta a Corona, accusato di aver chiesto e ottenuto 25.000 euro (poi mai restituiti) a Trezeguet per non pubblicare foto che lo ritraevano all’ingresso e all’uscita della casa di una ragazza a Milano. I giudici hanno aumentato la pena – tre anni e quattro mesi – che era stata inflitta dal Tribunale di Torino.

I giudici di secondo grado hanno, inoltre, fatto propria la sentenza della Corte di Cassazione del 20 ottobre scorso, che ha sancito, per un caso analogo riguardante lo stesso Corona (in questo caso con il calciatore Adriano e con il motociclista Marco Melandri), il principio secondo il quale le fotografie scattate all’insaputa degli interessati possono essere usate dagli organi di informazione se sono di interesse pubblico ma, in caso contrario, non possono essere vendute nè archiviate facendo pressione sui soggetti fotografati. I fatti risalgono al maggio 2009.

Dopo una partita vinta con la Juventus, Trezeguet si recò a Milano per festeggiare in alcuni locali. Qui avvicinò una ragazza e la seguì a casa sua, ignaro di essere seguito da uno dei fotografi dell’agenzia di Corona, che gli scattò 25 immagini all’entrata dell’appartamento e altre 21 all’uscita, la mattina successiva.

Fu poi Fabrizio Corona a contattare il calciatore chiedendo e ottenendo 25.000 euro per evitare la diffusione delle fotografie. Nella requisitoria il Procuratore generale di Torino, Vittorio Corsi, ha sostenuto che non è possibile considerare le attenuanti prevalenti sulle aggravanti, dato che si trattava di un caso di recidiva. Per Giuseppe Lucibello, legale di Corona, invece, l’inasprimento della pena è avvenuto ”solo perche’ l’imputato si chiama Fabrizio Corona. Ritengo – ha concluso – che la decisione della Corte d’appello di Torino di far propria l’impostazione della Cassazione possa creare problemi ai direttori di numerosi organi di informazione”.