Eternit, Cassazione: “Reato prescritto nel 2005, prima del processo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 15:02 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 15:04
Eternit, Cassazione: "Reato prescritto nel 2005, prima del processo"

Eternit, Cassazione: “Reato prescritto nel 2005, prima del processo”

ROMA – “Il processo torinese per le morti da amianto era prescritto già nel 2005, prima ancora del rinvio a giudizio dell’imprenditore svizzero Stephan Schmideiny. Il Tribunale ha confuso la permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato: il processo doveva essere per lesioni, non per disastro”: è quanto sostiene la Corte di Cassazione nelle motivazioni del verdetto di prescrizione che il 19 novembre scorso ha annullato i risarcimenti alle vittime dell’Eternit di Casale Monferrato. 

Secondo la Cassazione dall’agosto dell’anno 1993 era ormai acclarato l’effetto nocivo delle polveri di amianto la cui lavorazione, in quell’anno, era stata “definitivamente inibita, con comando agli Enti pubblici di provvedere alla bonifica dei siti”. Da tale data, prosegue il verdetto, a quella del rinvio a giudizio (2009) e della sentenza di primo grado (13/02/2012) sono passati oltre i 15 anni previsti” per “la maturazione della prescrizione in base alla legge”. La prescrizione, intervenuta prima della sentenza di primo grado, cancella tutti i risarcimenti dei danni. 

Per la Cassazione il Tribunale ha confuso la “permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato”: la Corte d’Appello ha “inopinatamente” aggiunto al disastro eventi estranei come le malattie e le morti, “costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e di omicidio”.

Per la Cassazione il reato di disastro non è andato oltre il momento in cui sono finite le immissioni delle polveri prodotte dagli stabilimenti gestiti da Schmidheiny e cioè non oltre il giugno del 1986.