Etilometro, come funziona: consigli e falsi miti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 13:39 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 13:40
Etilometro, come funziona: consigli e falsi miti

(Foto Lapresse)

ROMA – Alcol test o etilometro che sia: il nome cambia, ma il soggetto resta una tra le tecnologie più temute dai guidatori d’Italia. L’invenzione, come ricorda Il Giornale, risale 1953. 

In quell’anno Robert F. Borkestein, poliziotto americano dell’Indiana, si ispirò ad un’intuizione dell’amico Rolla Harger, che all’Università dell’Indiana era professore di biochimica e tossicologia. Insieme capirono che bastava il respiro di un guidatore per sapere con certezza se aveva bevuto alcolici, e in quale quantità, prima di mettersi al volante.

Quindi se qualcuno bene alcolici o peggio ancora superalcolici, dall’etilometro risulta tutto. E non conta la temperatura dell’aria, come sostiene una leggenda metropolitana infondata. Il freddo non annulla l’alcol.

Prima dell’invenzione di Borkstein e Rolla gli automobilisti venivano fermati solo se avevano “il viso arrossato, la parlata biascicante e gli occhi rossi”, scrive Il Giornale citando il New York Times.

Adesso le tecniche si sono affinate e di etilometro non ce n’è più solo un tipo, ma molti. Si suddividono in due gruppi: quelli chimici e quelli elettronici. 

Gli etilometri chimici analizzano il fiato del cavo orale e, attraverso dei reagenti chimici, rilevano la pre­senza di etanolo. Se nel respiro c’è dell’alcol i reagenti diventano di colore verde, se l’alcol non c’è diventano di colore giallo. Questi etilometri monouso hanno un’attendibilità che oscilla tra l’80 e il 95%.

Un altro tipo di etilometro chimico è quello che analizza la presenza dell’alcol non nel respiro ma nella saliva. Acquistabile su internet, è però un etilometro poco affidabile.

Gli etilometri elettronici funzionano, invece, con dei sensori che interagiscono con l’etanolo. Il loro costo va dai 100 ai 500 euro, a seconda che abbiano un elettrodo o una cella elettrochimica per la rilevazione dell’alcol.

L’etilometro per eccellenza, quello usato dalle forze dell’ordine italiane, il vero spauracchio dei guidatori, è l’alcol test a raggi infrarossi. Ogni anno va sottoposto a revisione, costa 7mila euro. Ma non gli sfugge una goccia di alcol.