Etilometro sporco. Condannato a 4mila euro di multa per un colluttorio. Poi…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 14:20 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 14:20
Etilometro sporco. Condannato a 4mila euro di multa per un colluttorio. Poi...

Etilometro sporco. Condannato a 4mila euro di multa per un colluttorio. Poi…

TREVISO – Sapeva di non aver bevuto niente, ma di aver fatto solo degli sciacqui con un colluttorio. Così, quando i carabinieri l’hanno fermato, sottoposto all’alcol test e verificato che aveva un tasso alcolico nel sangue pari a tre volte il massimo consentito, non si è arreso. E’ stato prima condannato a una multa da oltre 4mila euro e poi assolto perché l’etilometro era sporco e la misurazione, di conseguenza, poteva essere falsata.

Protagonista dell’episodio un imprenditore di Farra di Soligo (Treviso) che era stato fermato e controllato dai carabinieri di Valdobbiadene. Il 23 giugno 2012 l’uomo, 45 anni, era alla guida della sua Audi a8 quando è stato fermato e controllato. Il resto della storia la riassume Giuliano Pavan per il Gazzettino:

Per lo strumento non c’erano dubbi: il 45enne era ubriaco (quasi tre volte più del limite massimo consentito). Il risultato? Un decreto penale di condanna da 4mila 250 euro e 7 mesi di sospensione della patente. L’imprenditore, sapendo di non aver bevuto ma di aver solo assunto un colluttorio, decise di opporsi al decreto penale per dimostrare la propria innocenza.

Dalle perizie è così emerso che le misurazioni dell’etilometro, non disponendo del dispositivo di lavaggio, avrebbero potuto essere «inquinate» da chi aveva usato lo strumento in precedenza. Una conclusione alla quale sono giunte due diverse perizie tecniche, mettendo in dubbio l’attendibilità dell’accertamento eseguito dai carabinieri. Ascoltate le conclusioni della difesa, per la quale l’indagine e le perizie avevano dimostrato l’inconsistenza del castello accusatorio, e quella della Procura (ha chiesto la condanna dell’imprenditore a tre mesi di reclusione), il giudice Bianco ha annullato il decreto penale di condanna e ha assolto con formula piena l’imprenditore, accusato ingiustamente d’essere stato ubriaco al volante.