Il piccolo genio Ettore, lettore di giornali a tre anni

Pubblicato il 15 luglio 2010 13:03 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 13:03

Ettore ha solo tre anni, ma ai giocattoli preferisce i quotidiani. E non per guardarli e basta, ma per leggerli. Il piccolo di Perignano, in provincia di Pisa, ha cominciato a leggere già verso i due anni. “Non a sillabare, ma proprio a leggere come un adulto, tutto in un fiato e ben scandito”,  precisano i suoi genitori, la mamma Daniela di 36 anni, casalinga, e il papà Francesco Grillo di 44, che lavora nel campo dell’arte e che sino a qualche tempo fa aveva una galleria a San Gimignano.

Una vera passione per la carta stampata: “Quando andiamo al bar, racconta la madre al Corriere della Sera, legge i quotidiani, e all’edicola gli compriamo riviste come Panorama, Oggi o la guida tv. I giornalini per bambini non gli piacciono più di tanto, anche se a volte lo troviamo a leggere una fiaba per conto suo a voce alta”.

Il primo a riconoscere che Ettore è un piccolo prodigio è il suo pediatra, il dottor Amerigo Celandroni che è primario alla clinica di pediatria e neonatologia dell’ospedale Lotti di Pontedera.

“Ho cominciato a esercitare nel 1975 – racconta Celandroni – prima alla clinica ospedaliera a Pisa e negli ultimi anni a Pontedera e devo dire che è la prima volta che incontro un bambino così”.

La scoperta del “dono” di Ettore è avvenuta per caso: durante una normale visita il bimbo si è avvicinato al suo tavolo e ha cominciato a leggere i nomi sulle scatole delle medicine. “Ho chiamato tutti i dottori e le infermiere – continua Celandroni – perché è davvero incredibile che un bimbo di quella età abbia una tale capacità di sintesi, che riesca ad associare i suoni ai segni. Di solito tutto ciò avviene molto più tardi, in età scolare, e il processo è comunque graduale. Qui nessuno gli ha insegnato nulla eppure lui legge fluidamente”.

Proprio dalla lettura dei bugiardini Ettore ha scoperto un altro “gioco”: rispondere a domande del tipo “mi fa male la testa, che cosa posso prendere?”, con il nome del farmaco che effettivamente serve per quel malanno.

Dalla lettura dei giornali invece il piccolo ha imparato i nomi di molti capi di stato stranieri, mogli comprese, di tutti i ministri italiani e dei presidenti di Camera e Senato.