Eufemia Biviano uccisa a Lipari: fermato un uomo dopo l’analisi del Dna

Pubblicato il 3 Gennaio 2012 13:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2012 14:25

MESSINA – Roberto Cannistra’, 37 anni, indagato per l’omicidio di Eufemia Biviano, uccisa a Lipari il 24 dicembre scorso, e’ stato fermato dopo l’analisi del dna su alcune macchie di sangue trovate nel lavandino e su un asciugamano in casa della vittima.

I carabinieri del Ris hanno isolato due diverse tipologie di sangue e hanno effettuato analisi del dna su una sessantina di persone sospettate. Il dna isolato nel sangue che non apparteneva alla vittima combacerebbe con quello di Cannistra’.

L’uomo e’ stato fermato su ordine dei sostituti procuratori Francesco Massara e Mirko Piloni che ora devono chiedere una misura cautelare al gip di Barcellona Pozzo di Gotto. Cannistra’ lavora saltuariamente come muratore, e’ sposato e ha due figli.

Era stato condannato per un’estorsione a una ragazza di Lipari. Nella conferenza stampa, nel comando provinciale dei carabinieri di Messina, non e’ stato reso noto il movente del delitto ne’ sono state date notizie sull’arma utilizzata dall’assassino per uccidere la donna che e’ stata colpita alla gola.

”Sul movente che ha spinto l’uomo a uccidere Eufemia Biviano le indagini sono in corso. Nei prossimi giorni faremo piena luce anche sul motivo dell’omicidio, in questo momento l’importante e’ aver assicurato l’assassino alla giustizia”. Lo ha detto il sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, Francesco Massara durante la conferenza stampa stamani al comando provinciale dei carabinieri di Messina dopo il fermo di Roberto Cannistra’ indagato per l’uccisione della donna il 24 dicembre a Lipari.

“Voglio fare i complimenti ai militari di Lipari e a quelli del reparto investigativo di Messina – prosegue Massara – che in breve tempo sono riusciti a risalire all’uomo”. ”Sono state indagini complicate, abbiamo sentite 140 persone e abbiamo fatto diverse ipotesi investigative – ha spiegato il colonnello Claudio Domizi, comandante dei carabinieri di Messina, – ma poi attraverso il Dna abbiamo stretto il cerchio e siamo arrivati all’identita’ dell’uomo. Durante le indagini tutte le persone che partivano dall’isola sono state controllate per evitare  fughe. Abbiamo fatto anche decine di perquisizioni per monitorare incessantemente le persone sospette. Il delitto e’ stato messo in atto con un arma da taglio ma ancora non e’ chiaro di cosa si tratti”.