Evasione dal carcere di Bollate. Arrestato uno dei due fuggitivi: aveva già commesso altre due rapine

Pubblicato il 13 agosto 2010 13:39 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2010 16:32

E’ stato arrestato Pasquale Pagana, 35 anni, uno dei due detenuti evasi mercoledì dalla caserma della Polizia penitenziaria del carcere di Bollate. Pagana, secondo le prime informazioni, è stato catturato a Milano dagli uomini della polizia di Stato del commissariato Greco-Turro.

L’evaso non aveva lasciato la città, trovando ospitalità a casa della suocera in viale Fulvio Testi. Pagana, originario di Torre Annunziata (Napoli) prima di evadere – stava scontando la carcerazione per rapina – l’11 agosto scorso, aveva lasciato alla direttice del carcere di Bollate, Lucia Castellano, una lettera in cui si scusava per il gesto compiuto e lo attribuiva al fatto che il tribunale di sorveglianza avesse respinto, qualche giorno fa, una richiesta di misura alternativa al carcere.

Cercava di lasciare Milano e rifugiarsi altrove. Nella sua breve latitanza, Pagana ha commesso una rapina in una farmacia in viale Suzzani, non lontano da viale Fulvio Testi, dove si era rifugiato a casa della suocera e dove abitava con la moglie, rubando 500 euro. Prima del colpo nella farmacia, che ha fornito indicazioni per la sua cattura, l’evaso aveva tentato un’ altra rapina in un negozio di compravendita di oro e gioielli.

Romeo, l’altro evaso ancora irreperibile, è accusato di tentato omicidio. I due sono sfuggiti alla vigilanza dell’agente di polizia penitenziaria e, una volta fuori dal carcere, hanno rapinato una automobilista della vettura, poi trovata dalla polizia, facendo perdere le loro tracce.

Istituto modello per il reinserimento dei condannati, al confine con Milano, Bollate ospita 1.100 detenuti. Tra questi, 20 godono della condizione di “sconsegnati”, cioè non sottoposti a vigilanza costante. Un gruppo ristretto di cui facevano parte anche gli evasi, da sei mesi impegnati a svolgere lavori al di fuori della cinta carceraria. Mercoledì, dopo l’assegnazione delle mansioni, distribuite lungo i dieci piani della torre che ospita gli alloggi del personale, Pagana e Romeo si erano dileguati. Un’assenza notata, pochi minuti più tardi, dall’unico agente di polizia penitenziaria impegnato nel controllo dei detenuti, che ha subito lanciato l’allarme.

Le divise azzurre, che identificano gli “sconsegnati” e che Pagana e Romeo indossavano, sono state trovate davanti all’uscita di sicurezza della palestra, da dove i fuggitivi sono usciti per poi scavalcare una bassa cancellata. Subito dopo i fuggiaschi, entrambi con problemi di droga, hanno bloccato un’automobilista in via Belgioioso, a pochi metri dal carcere. Dopo essersi fatti consegnare la macchina si sono allontanati a tutta velocità facendo perdere le loro tracce. L’auto, una Marengo Fiat, era stata ritrovata nella notte dagli agenti di una Volante in via Carnevali, in zona Bovisa.

Ormai giunti quasi a “fine pena”, Pagana nel 2012 e Romeo nel 2013, avrebbero potuto usufruire tra pochi mesi della libertà anticipata, dopo aver già scontato 4 anni di reclusione il primo e sette il secondo. Le modalità dell’evasione fanno propendere gli investigatori per una fuga ideata all’ultimo momento. Ma nella cella di Pagana gli agenti della polizia penitenziaria hanno trovato una lettera indirizzata alla direttrice del carcere, Lucia Castellano. Poche righe scritte a mano in cui l’uomo si scusa per il suo gesto: “Mi rendo conto che questo le creerà grossi problemi. Ma ho altri problemi più urgenti che devono essere affrontati e risolti”.

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