Fabiana Luzzi, accoltellata e bruciata viva nel 2013. Lo sfogo del padre: “Basta permessi premio al killer”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Ottobre 2019 15:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2019 15:22
Fabiana Luzzi

Fabiana Luzzi, la sedicenne accoltellata e bruciata viva nel 2013

ROMA – Mario Luzzi, il papà della sedicenne accoltellata e bruciata viva dal fidanzato il 24 maggio 2013 a Corigliano (Cosenza), dice di sentirsi abbandonato dallo Stato in una lunga lettera indirizzata al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per protestare contro i permessi premio concessi all’assassino della figlia.

“A marzo 2016 l’assassino di Fabiana fu condannato a 18 anni e 7 mesi, pena ridicola per il reato. Ho saputo che quest’anno già tre volte ha ottenuto licenze premio. Siamo distrutti”. 

“Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia – aggiunge il papà di Fabiana -. Appena appresa la notizia è stato necessario recarci in ospedale per il forte trauma subito, sapendo di poter ritrovare l’assassino di nostra figlia nel nostro paese, dopo appena 3 anni dalla sentenza. Ci sentiamo distrutti e abbandonati da uno Stato che non ci tutela”.

La lettera di Mario Luzzi è stata scritta a tre anni dalla sentenza definitiva di condanna a 18 anni e sette mesi di reclusione, emessa dalla Corte di Cassazione nei confronti dell’omicida della sedicenne.  “Le leggi dello Stato – scrive ancora – continuano a premiare gli assassini e distruggono ulteriormente le vittime”.

Fonte: Ansa, Adnkronos.