Fabio Brisolin rischia infarto: lo scopre su Google, al Pronto Soccorso no

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2015 15:09 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2015 15:10
Fabio Brisolin rischia infarto: lo scopre su Google, al Pronto Soccorso no

Fabio Brisolin

TREVISO – Quando è andato al Pronto Soccorso non si sono accorti che rischiava un infarto da un momento all’altro. Fabio Brisolin, 52 anni, lo ha scoperto da solo cercando su Google. Accade a Conegliano, in provincia di Treviso, Brisolin, imprenditore e appassionato velista, si è salvato per un pelo. La storia è stata raccontata dall’amico Mario Anton Orefice sul suo blog.

Tutto è cominciato un giorno di metà febbraio 2014 quando Brisolin sentì la prima fitta al petto. All’epoca era in cura con cortisone per una tracheite: l’otorino gli disse che il farmaco che stava assumendo poteva portare determinati effetti collaterali.

Dopo alcune settimane, il dolore è tornato quasi quotidianamente: è stato allora che l’uomo è andato a trovare il suo medico di base che gli ha prescritto con urgenza una accertamenti cardiologici. Al Pronto Soccorso di Conegliano gli fanno due prelievi, una lastra toracica e un elettrocardiogramma a riposo. Dopo sei ore lo dimettono: “Dolore toracico di natura extracardiaca”, scrivono sul foglio di uscita.

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Alcuni giorni più tardi Brisolin prende parte ad alcune regate, ma il dolore lo accompagna per tutto il tempo. Fa una ricerca su internet: “Dolore al petto quindici minuti”. La risposta dell’oracolo Google è sempre la stessa: “Angina Pectoris”. Segue visita col primario di cardiologia dell’ospedale di Belluno con elettrocardiogramma da sforzo. E’ qui che scoprono la verità, dopo averlo sottoposto a coronografia: l’80% della coronaria sinistra è occluso: dopo due ore è in sala operatoria.

Vivo per un soffio, Brisolin è andato a portare le sue rimostranze al direttore dell’ospedale di Conegliano, che gli ha assicurato di voler far luce sul caso. Ma ad oggi non ha ricevuto ulteriori spiegazioni. Il direttore generale della Usl 7 Gian Antonio Dei Tos, si è scusato:

“Appena avuta notizia del caso abbiamo immediatamente contattato l’assistito. Gli porgo le mie scuse per le mancanze evidenziate sul piano della comunicazione. Garantisco che quanto ci ha segnalato sarà oggetto di un attento esame sia per le implicazioni dal punto di vista professionale che della comunicazione. Chi ha sbagliato pagherà. L’analisi dell’iter diagnostico sarà, invece, occasione per un ulteriore miglioramento dell’operatività del Pronto Soccorso”.