Fabrizio Corona resta in carcere. E sconta di nuovo i 5 mesi di affidamento terapeutico

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 aprile 2019 11:43 | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2019 12:50
Fabrizio Corona resta in carcere. E sconta di nuovo i 5 mesi di affidamento terapeutico

Fabrizio Corona resta in carcere. E sconta di nuovo i 5 mesi di affidamento terapeutico (Foto Ansa)

MILANO  – Fabrizio Corona deve restare in carcere e deve scontare di nuovo i cinque mesi trascorsi in affidamento terapeutico, che non sono stati ritenuti validi. E’ quanto ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha così revocato l’affidamento terapeutico per l’ex agente fotografico, tornato in carcere il 25 marzo scorso.

Il Tribunale ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato generale Nunzia Gatto, numero due della Procura generale milanese. Per Corona, quindi, il fine pena si allunga di un altro anno.

Nell’udienza di martedì scorso davanti ai giudici la Procura generale aveva chiesto che all’ex ‘re dei paparazzi’ venisse definitivamente revocato l’affidamento per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina che gli era stato concesso nel febbraio 2018 e che poi è stato sospeso lo scorso 25 marzo, quando l’ex agente fotografico è tornato di nuovo a San Vittore. Richiesta accolta dai giudici.

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In più, l’Avvocato generale Nunzia Gatto, che già nei mesi scorsi più volte aveva chiesto che l’ex ‘fotografo dei vip’ tornasse in carcere, ha chiesto che il tempo trascorso in affidamento da Corona venisse, in sostanza, annullato e non valesse come pena scontata. I giudici col provvedimento, da poco inoltrato ai legali di Corona, hanno calcolato in circa cinque mesi il periodo di affidamento non ritenuto valido, a partire, in pratica, dallo scorso novembre fino a fine marzo.

Gli avvocati difensori di Corona puntavano sulla concessione di un nuovo affidamento terapeutico, questa volta con una serie di restrizioni, tra cui la frequentazione costante di una comunità. In particolare, la difesa di Corona voleva ottenere un affidamento cosiddetto ‘semi-residenziale’, ossia con la possibilità per lui di dormire a casa, ma con l’obbligo di frequentare costantemente, almeno tre giorni a settimana, una comunità terapeutica.

L’affidamento era stato sospeso a fine marzo su decisione del giudice Simone Luerti per una lunga serie di violazioni delle prescrizioni. In particolare, per la sua “insofferenza” alle regole e per la “incomprensione” da parte sua della misura dell’ affidamento, manifestata dall’ex ‘re dei paparazzi’ sia in un video su Instagram sia in un’intervista di fine febbraio. Il giudice aveva anche segnalato che il comportamento di Corona nei confronti di Riccardo Fogli, ossia l’aver parlato di un presunto tradimento della moglie dell’ex componente dei Pooh durante la trasmissione L’isola dei famosi, non era strato “congruo”.

La “ripresa” del “percorso” in carcere è la “soluzione non solo necessitata ma anche adeguata” al “livello di consapevolezza” di Corona, scrive il Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha deciso che l’ex agente fotografico deve rimanere in carcere perché un programma terapeutico fuori sarebbe per lui “inadeguato”, date le continue violazioni delle regole. L’Avvocato generale Gatto in udienza tre giorni fa aveva parlato di “delirio di onnipotenza” da parte dell’ex ‘re dei paparazzi’.

I giudici hanno deciso di revocare l’affidamento terapeutico accogliendo la richiesta dell’Avvocato generale, anche se, invece, l’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) aveva dato l’ok alla proposta della difesa di Corona di rimodulare, con un inasprimento rispetto al passato, un programma terapeutico fuori dal carcere in affidamento. I giudici, però, hanno evidenziato un “peggioramento” del comportamento dell’ex agente fotografico proprio dal 26 novembre in poi, ossia dal giorno in cui, con una precedente decisione, la Sorveglianza aveva reso definitivo l’affidamento terapeutico. E per questo hanno annullato i 4 mesi e 20 giorni circa, da fine novembre in poi, trascorsi da Corona in affidamento, un periodo che dovrà scontare di nuovo e stavolta in carcere.

Tra l’altro, la Procura generale ha fatto ricorso anche per chiedere la revoca dell’altro periodo, da febbraio 2018 a novembre, passato da Corona sempre in affidamento (l’udienza in Cassazione sarà a maggio). Nelle nove pagine della decisione i giudici parlano ancora del cosiddetto ‘caso Fogli‘, già stigmatizzato dal giudice Simone Luerti che a fine marzo aveva sospeso l’affidamento, facendo tornare Corona a San Vittore. In più, ricordano anche un’intervista di Corona a Non è l’arena di Massimo Giletti in cui, in sostanza, l’ex ‘fotografo dei vip’ ammetteva di violare consapevolmente le prescrizioni dell’affidamento.

“Lui non è un attore, non è un uomo di cultura, a lui la tv serve solo a fare delle risse”, ha detto, in sostanza, l’Avvocato generale Gatto nell’udienza di tre giorni fa. Il magistrato aveva depositato anche un’altra intervista nella quale Corona, dopo che l’Agenzia del demanio aveva disposto lo ‘sfratto’ per lui dalla sua casa confiscata, diceva che se ne sarebbe fregato e avrebbe continuato a stare in quella abitazione. In più, in un’altra intervista, diceva ancora: “Non cambio mai, Corona morirà così”. Per i giudici il carcere è la soluzione adeguata e compatibile anche con un programma terapeutico per il suo disturbo narcisistico della personalità. Il suo fine pena attualmente è previsto tra settembre e ottobre del 2022.  (Fonte: Ansa)