Fabrizio Corona, pm: “Confiscare la sua casa e restituirgli 1,8 mln di euro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2018 14:31 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 14:41
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Fabrizio Corona, pm: “Confiscare la sua casa e restituirgli 1,8 mln di euro”

MILANO – Confiscare la casa di Fabrizio Corona, ma restituirgli 1,8 milioni dei 2,6 sequestrati. E’ la richiesta fatta dal procuratore aggiunto di Milano Alessandra Dolci ai giudici delle Misure di prevenzione. Perché Corona in parte ha pagato le tasse. Nessuna richiesta, da parte della pm, invece di aggravamenti della misura di sorveglianza speciale.

In sostanza, nel suo intervento dinanzi ai giudici delle Misure di prevenzione la pm Dolci, richiamandosi ad una memoria depositata e agli atti del procedimento, ha chiesto di confiscare la casa in via de Cristoforis, zona della movida milanese, sequestrata a Corona a novembre del 2016. La pm ha illustrato i “profili di opacità” che avrebbero riguardato la vendita dell’immobile, che fu intestato “fittiziamente” a Marco Bonato, ex collaboratore e amico dell’ex agente fotografico. Corona, ha spiegato il pm, “in quel momento”, nel 2008, “riteneva opportuno intestare ad altri quell’immobile perché aveva un’esposizione verso il Fisco considerevole e non poteva intestarlo nemmeno alla sua società Fenice srl, che non versava le imposte”.

Quel bene, secondo l’accusa, “sarebbe stato facilmente aggredibile dall’Agenzia delle entrate” se fosse stato intestato a Corona o alla Fenice. L’ex re dei paparazzi, tra l’altro, per il pm, usava la cassa della sua società Fenice anche per le sue spese personali e la “provvista con cui comprò quell’immobile veniva dalla bancarotta della società”. Una “totale confusione tra la persona fisica Corona – ha insistito la pm – e quella giuridica società”. D’altro canto, però, riguardo agli oltre 2,6 milioni di euro sequestrati a Corona, sempre nel 2016, di cui oltre 1,7 milioni trovati in un controsoffitto della casa della collaboratrice Francesca Persi e oltre 800 mila euro in cassette di sicurezza in Austria, la pm ha chiesto il dissequestro di circa 1,8 milioni.

In particolare, va revocato, secondo la Procura, il sequestro dei soldi austriaci perché su quelli l’ex fotografo dei vip “ha pagato” le imposte. Sui contanti del controsoffitto, invece, il pm ha chiesto la confisca solo di 758 mila euro, ossia l’ “ammontare dell’imposta evasa sull’intera somma”. Per quanto riguarda la misura di prevenzione della sorveglianza speciale (quella che potrebbe mettere in crisi Corona nell’ambito della sua nuova richiesta di uscire dal carcere con l’affidamento in prova), la pm si è richiamata “al decreto già emesso” dal Tribunale in passato, ma senza chiedere aggravamenti nelle richieste finali.

“E’ solo un ganassa”, ha ribattuto l’avvocato Ivano Chiesa, difensore di Coron. E’ solo un gradasso. In uno dei passaggi del suo acceso intervento il legale ha quindi sminuito le colpe del suo assistito: “Corona ha commesso 5 reati in un anno e mezzo, quando era fuori di testa perché era tossico, e vogliamo continuare a rovinargli la vita per questo! Non ha commesso più reati dal 2007, la gente comune percepisce che non è un farabutto ma che è solo un gradasso, un ganassa, e mi dice è ancora in galera, por fioeu (povero figlio, in milanese, ndr)”.

“Su quest’uomo – ha detto Chiesa indicando Corona – c’è una nube tossica di pregiudizio, i moralisti mi hanno stancato, la morale non deve entrare nelle aule di giustizia e le misure di prevenzione sono dell’epoca fascista”. L’altro legale, l’avvocato Luca Sirotti, ha chiesto di dissequestrare tutti i beni di Corona e di non aggravare la sorveglianza speciale.