Fabrizio Corona: “Dai domiciliari muovo tutta la tv. Tra 2 anni potrei essere libero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 14:44 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2020 14:44
Fabrizio Corona: "Dai domiciliari muovo tutta la tv. Tra 2 anni potrei essere libero"

Fabrizio Corona, festa in casa con gli amici. Vicino di casa chiama i carabinieri. Il legale: “Ma dov’è il problema?” (foto Ansa)

“Dai domiciliari muovo tutto quello che avviene in tv e tra 2 anni potrei essere libero”. Parola di Fabrizio Corona.

“Speriamo che vada bene se no mi incazzo”, sono queste le parole di Fabrizio Corona, che martedì mattina si è presentato al Tribunale di Sorveglianza di Milano. Qui dove i giudici dovranno decidere sulla revoca del suo affidamento in prova.

Fabrizio Corona attualmente si trova ai domiciliari, e ha spiegato: “Sono stato chiuso per 55 giorni in una stanza e sono un uomo unico. Perché con un cellulare ho ricostruito una struttura dove oggi lavorano 10 persone. Con quello che faccio muovo tutto quello che avviene in tv“. “Penso che un criminale non abbia bisogno di fare quello che ho fatto io”, ha concluso.

La lunga vicenda processuale dell’ex “re dei paparazzi” è tornata ai giudici di Sorveglianza dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento con cui era stato stabilito che avrebbe dovuto scontare di nuovo in carcere i 9 mesi che aveva già passato in affidamento terapeutico. Corona potrebbe aver da scontare ancora meno di due anni.

“Tra due anni potrei essere libero”

Fabrizio Corona parlando con i giornalisti ha affermato: “Questa è una decisione importante perché potrò chiedere la liberazione anticipata e quindi vedo la libertà a breve. A dicembre, se tutto dovesse andare bene, mi mancherebbero 1 anno e 8 mesi: ora ho 46 anni, e a 48 tornerei ad essere un uomo libero”.

“Mi hanno sempre revocato l’affidamento in prova per questioni formali”, ha sottolineato Corona con i cronisti. I legali del personaggio televisivo – Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra – hanno sempre spiegato che non c’erano “i presupposti di fatto” per annullare anche quei nove mesi già scontati, anche perché nella nota vicenda dei contanti trovati nel controsoffitto era arrivata un’assoluzione nel merito, confermata anche in Appello e poi diventata definitiva. (Fonte Agi).