Fabrizio Giaccone (Gdf) e imprenditore Nazario Matacchione arrestati: corruzione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 9:45 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 12:11
Fabrizio Giaccone (Gdf) e imprenditore Nazario Matacchione arrestati: corruzione

Un’auto della Guardia di Finanza (foto di repertorio)

NAPOLI – Fabrizio Giaccone, colonnello della guardia di finanza, e l’imprenditore farmaceutico Nazario Matacchione sono stati arrestati con l’accusa di corruzione. L’arresto è stato eseguito dalla Gdf nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli coordinata dal procuratore aggiunto Piscitelli e dai pm Woodcock e Carrano.

Nei confronti di Giaccone, ex comandante della Finanza a Fiumicino e dell’imprenditore sono state eseguite ordinanze di custodia su richiesta dei magistrati della Procura di Napoli. Si tratta degli sviluppi dell’indagine che nel luglio scorso portò all’arresto del colonnello Fabio Massimo Mendella per presunte irregolarità nelle verifiche fiscali. Lo stesso Mendella risulterebbe coinvolto in quest’ultimo filone di indagine.

Il colonnello Fabrizio Giaccone, arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli, è accusato di corruzione per avere ricevuto dall’imprenditore Nazario Matacchione Rolex, altri oggetti di valore e viaggi gratis per Parigi e New York in cambio di verifiche fiscali compiacenti. Fatti accaduti quando era comandante del gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli). Accuse analoghe anche per il colonnello Fabio Massimo Mendella, già detenuto.

Due settimane fa il Tribunale Riesame aveva confermato l’arresto di Mendella per concussione. Secondo i giudici “le condotte tenute appaiono abituali e sistematicamente poste in essere strumentalizzando la sua pubblica e delicata funzione, con consumata abilità e pianificazione per un periodo prolungato, tali da assumere le caratteristiche della professionalità“.

Nell’inchiesta sulle presunte irregolarità nelle verifiche compiute dalla Guardia di Finanza è indagato anche il generale Vito Bardi, ex vicecomandante generale già coinvolto nel filone di inchiesta che portò in carcere Mendella. I pm ipotizzano nei suoi confronti l’accusa di rivelazione di segreto: avrebbe rivelato a Mendella, cui era molto legato, il contenuto di un esposto anonimo che faceva riferimento ai rapporti tra lo stesso Mendella e l’imprenditore farmaceutico Nazario Matachione.

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