Fabrizio Piscitelli, in fiamme la panchina su cui è stato ucciso: incidente o intimidazione?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Settembre 2019 17:50 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2019 17:50
Fabrizio Piscitelli, in fiamme a Roma la panchina su cui è stato ucciso Diabolik: incidente o intimidazione?

Fabrizio Piscitelli, la panchina su cui è stato ucciso (foto Ansa)

ROMA – Sono andate in fiamme alcune sciarpe della Lazio legate alla panchina del parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana a Roma, sulla quale il 7 agosto scorso è stato ucciso Fabrizio Piscitelli, ex capo ultras degli Irriducibili. A quanto ricostruito finora, avrebbero preso fuoco accidentalmente a causa di un lumino e la panchina è rimasta in parte annerita. Sul posto è intervenuta la polizia. Qualcuno ipotizza però che possa essere stato un atto intimidatorio nel luogo in cui è stato ucciso Diabolik, luogo diventato meta di pellegrinaggio per tifosi laziali e ultras in generale.

Luca Monaco sull’AdnKronos spiega meglio la dinamica: Stanotte sono intervenute le volanti della polizia e i vigili del fuoco nell’angolo di via Lemonia, nel quartiere dell’Appio Tuscolano, che l’omicidio ha portato alla ribalta della cronaca e dove tifosi e amici del capo Ultras avevano ricreato una sorta di curva, tra fiori e sciarpe che ricordavano Diablo.

Gli agenti, insieme ai vigili del fuoco, hanno appurato che l’incendio è divampato a causa di uno dei tanti ‘lumini’ che anche ieri erano stati accesi intorno alla panchina. Una candela sarebbe caduta a causa del vento e avrebbe ingenerato l’incendio. Ad alimentare le fiamme le tante sciarpe e bandiere annodate alla panchina dai tifosi laziali e dagli amici di Piscitelli, che dal giorno dell’omicidio, ancora irrisolto, continuano a portare fiori e ricordi sul luogo del delitto. (Fonti Ansa e AdnKronos).