Cronaca Italia

Facebook: falso profilo osè dell’ex, lei denuncia Zuckerberg

Facebook: falso profilo hard dell'ex, lei denuncia Zuckerberg

Facebook: falso profilo hard dell’ex, lei denuncia Zuckerberg

ROMA – Facebook: falso profilo osè dell’ex, lei denuncia Zuckerberg. Non è facile ottenere giustizia per le vendette online di un fidanzato scaricato come dimostra la vicenda che ha coinvolto una giovane donna della provincia di Lecce che dopo la fine della relazione, ha dovuto subire l’umiliazione di vedere sue foto hard pubblicate su un falso profilo Facebook. Con l’uomo è stata costretta a denunciare anche Mark Zuckerberg perché altre foto di lei “dallo spiccato contenuto pornografico” erano state pubblicate nonostante il processo in corso.

Ora tutto l’incartamento è finito nelle mani della Procura di Torre Annunziata. Circa due anni fa, V.V., di Pompei, ha creato un falso profilo Facebook, cioè un profilo attribuito con tanto di nome e di indirizzo della giovane salentina senza che lei ne sapesse nulla: all’interno ha caricato online foto di lei nuda. Parte la denuncia alla Procura di Lecce, subito frustrata però dall’ordinanza con il tribunale leccese dichiara la propria incompetenza territoriale sui reati commessi online trasferendo gli atti appunto alla Procura di Torre Annunziata. Vicino Pompei dove verosimilmente si sarebbe consumato il reato.

E’ a questo punto, cioè dopo la rimozione d’autorità del profilo quando altre foto compromettenti vengono aggiunte  un secondo falso profilo che la donna decide di querelare anche il fondatore di Facebook. Di cui la Procura accerterà le responsabilità, spiega Chiara Spagnolo su Repubblica.it.

Secondo l’avvocato della donna – che ha recentemente depositato una integrazione di querela – il gestore di Facebook avrebbe tenuto “condotte omissive, non individuando un metodo che consenta di identificare con certezza le persone che aprono dei profili e la corrispondenza tra il profilo e il nome”. In tal modo – sempre secondo il legale – il colosso dei social avrebbe contribuito a diffondere illegalmente le foto pornografiche di una donna inconsapevole. (Chiara Spagnolo, La Repubblica)

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