Falcone. Su fallito attentato Addaura pentiti dipingono nuovi scenari

Pubblicato il 14 maggio 2010 23:10 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2010 23:42

Giovanni Falcone

Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sul fallito attentato dell’Addaura a Giovanni Falcone sarebbero orientati dal contributo di due collaboratori: Angelo Fontana e Vito Lo Forte. Il primo è legato al clan di Raffaele Galatolo e si sarebbe autoaccusato di avere avuto un ruolo nella preparazione e nella collocazione dell’esplosivo sulla scogliera davanti alla villa del magistrato.

Lo Forte sarebbe invece collegato al giro di spaccio e di traffico che faceva capo alla cosca di Gaetano Fidanzati , recentemente arrestato a Milano. Proprio Lo Forte avrebbe parlato della contrapposizione tra “buoni” e “cattivi”: le due anime dei servizi segreti schierate una a protezione di Falcone e l’altra contro.

Dalla parte dei “buoni” si sarebbero ritrovati l’agente Antonino Agostino, ucciso insieme con la moglie, e Emanuele Piazza, sequestrato e strangolato. Proprio per confermare questo ruolo positivo di Agostino e di Piazza è stato deciso di confrontare il Dna delle vittime con le tracce biologiche lasciate dagli attentatori nelle attrezzature da sub abbandonate tra gli scogli.