Fanna (Pordenone). Donato Maggi morto folgorato nel primo giorno di lavoro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 agosto 2018 1:07 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018 1:07
Donato Maggi morto folgorato a Fanna nel primo giorno di lavoro

Fanna (Pordenone). Donato Maggi morto folgorato nel primo giorno di lavoro

PORDENONE – Un operaio è rimasto folgorato all’interno di una cabina del cementificio della Buzzi Unicem a Fanna, in provincia di Pordenone, la mattina del 7 agosto.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’uomo, 37 anni, è morto nel suo primo giorno di lavoro. Donato Maggi, originario di Taranto, era un operaio specializzato nella carpenteria metallica ed era stato assunto dalla Friuli Montaggi di Precennicco.

L’appuntamento per iniziare la collaborazione era a Fanna, per una mattinata di sopralluoghi prima di procedere allo spostamento di un’apparecchiatura, da sostituire con una più moderna. I colleghi hanno lasciato Donato Maggi, 37 anni, originario di Taranto, trasferitosi in Friuli da qualche anno, nella stanza. Un’assenza di pochi minuti, quando però sono rientrati hanno trovato l’uomo privo di sensi. I tentativi di rianimazione si sono protratti per più di un’ora. Inutilmente.

Il medico legale ha inizialmente ipotizzato un’embolia polmonare, ma alcuni elementi raccolti nella cabina hanno fatto propendere i carabinieri e il personale dell’Azienda sanitaria per un incidente: l’ipotesi più accreditata è che l’uomo sia rimasto folgorato entrando in contatto con un elemento elettrico oppure che si sia formato un arco voltaico letale.

Al dramma per una morte improvvisa e le cui cause sono tutte da accertare – è stata disposta l’autopsia – si è aggiunto quello di contattare la moglie: la coppia si era sposata soltanto quattro mesi fa. Nessuno tra i presenti aveva recapiti certi: “Lo abbiamo conosciuto cinque minuti prima che morisse – hanno detto i colleghi – era un lavoratore interinale con ottime referenze ed esperienza nel settore. Ma non abbiamo avuto il tempo di sapere nulla: di fatto ci siamo presentati, stretti la mano e siamo entrati dal nostro cliente per un sopralluogo”.

Sconforto anche tra i dipendenti del cementificio: “Lo stabilimento è grande – hanno fatto sapere – e per alcune ore si propendeva per un malore fatale. Per questo non si è nemmeno ipotizzata una mobilitazione. Solo a fine turno ci hanno raccontato della possibilità che sia rimasto folgorato. Non si può morire sul lavoro. Se accade nei primi cinque minuti dopo l’assunzione è ancora più sconvolgente”.