Fano, ordigno bellico innescato per errore: 23 mila evacuati, via i pazienti da ospedale, scuole chiuse

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2018 22:04 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018 2:23
Fano, ordigno bellico innescato per errore: 20 mila evacuati, via i pazienti da ospedale

Fano, ordigno bellico innescato per errore: 20 mila evacuati, via i pazienti da ospedale

FANO – Massiccia operazione di sgombero a Fano: circa 23 mila persone sono state invitate a lasciare le abitazioni del centro, dopo il ritrovamento di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale. L’emergenza è scattata poiché la bomba è stata innescata accidentalmente durante i lavori in un cantiere dell’Aser, in viale Ruggeri, sul lungomare Sassonia.

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Sono stati mobilitati gli artificieri della Marina militare per neutralizzare l’ordigno. Sono state allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata dalla prefettura di Pesaro.

A Fano sono stati sgomberati l’ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria. Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l’ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l’autostrada A14. Le zone interessante sono il lungomare di Sassonia, il centro storico e la periferia a sud del centro. Anche il porto, l’aeroporto e lo spazio aereo sopra la città fino a quota 1.392 metri sono stati chiusi. Interdetto lo specchio acqueo nel raggio di circa 1.800 metri.

Fano è ormai una città fantasma: nessuno può entrare né a piedi né in auto nel perimetro di sicurezza, ovvero buona parte del centro storico. Le forze dell’ordine hanno cinturato l’area di rischio. Pochissime persone in giro, molte auto con i lampeggianti. Assolutamente off limits è la zona di massimo rischio, cioè nel raggio di 381 metri dall’ordigno nei pressi della spiaggia di Sassonia. Chi riesce ad arrivare lì viene immediatamente intercettato e bloccato delle forze di polizia, poi scortato più lontano.

C’è chi è stato accolto da amici o parenti. Per gli altri ci sono otto strutture pubbliche (palestre) attrezzate come dormitori, fuori della zona di rischio. Presi d’assalto gli hotel, a pagamento, nelle aree sicure. Ed è stato anche allestito un treno speciale con 70 posti letto nella stazione di Marotta. Ma disponibilità all’accoglienza è venuta anche dai Comuni di Pesaro, Senigallia, Mondolfo, anche se al momento non è stato necessario attivare le loro strutture.

Lo stato di allarme durerà fino a mercoledì 14 marzo alle 13.“Si tratta di una misura precauzionale – spiega all’Ansa l’assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi – Domani le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo i permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa”.

In base ad un’ordinanza appena emessa dal sindaco di Fano, Massimo Seri, fino alle 13 di domani dovrebbero essere chiusi tutti gli esercizi e gli uffici pubblici, tranne il commissariato di polizia, le sedi di Stazione e Compagnia dei carabinieri e della polizia municipale. Chiuso anche il pronto soccorso dell’ospedale di Fano. Per le emergenze bisogna rivolgersi a quello di Pesaro. I familiari degli ospiti delle strutture residenziali per anziani possono accogliere i parenti in casa, sulla base della zona di rischio.

La bomba sarà fatta brillare in mare, con un’operazione congiunta tra Esercito Italiano e Marina Militare. Sarà prelevata nelle prossime ore e portata in mare aperto. Non può essere disinnescata, poiché ha al suo interno un congegno antirimozione e dunque gli artificieri dell’Esercito avranno il delicato compito di imbracare l’ordigno con un lungo cavo e trascinarlo in mare – da cui dista solo pochi metri, circa 6, praticamente è sulla spiaggia – per farlo brillare in condizioni di sicurezza. La spoletta è innescata e prevede un ritardo che va dalle 6 alle 144 ore. L’intervento di rimozione è previsto all’alba.

Il sindaco Seri, ne ha dato comunicazione via Facebook con un video.

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