Fano: ritrovata ragazza pakistana, padre arrestato

Pubblicato il 19 Gennaio 2010 8:45 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2010 8:54

E’ stata ritrovata nelle prime ore del mattino di martedì vicino Pesaro, in buone condizioni di salute, Almas Mahmood, la ragazza pakistana di 17 anni rapita lunedì dal padre da un cento di accoglienza di Fano, al quale era stata affidata dal Tribunale dei Minori. Lo riferisce l’Ansa.

Il padre, Akatar Mahmood, 40 anni, è stato arrestato. Non si trova invece la madre della giovane.

La ragazzina era scomparsa lunedì a Fano, nelle Marche. Era affidata a un centro di accoglienza della onlus Cante di Montevecchio: l’aveva rapita il padre, dopo che la ragazza era stata allontanata dalla famiglia dal Tribunale dei minori di Ancona, forse per maltrattamenti.

Secondo le prime informazioni raccolte, all’origine del rapimento c’era la volontà del genitore della giovane di costringerla a sposare un connazionale, contro la volontà di lei. Subito dopo il sequestro, Almas era stata portata a Roma e da lì ricondotta nel Pesarese, dove martedì mattina, nei pressi di Casinine, è stata ritrovata.

La famiglia sembra fosse diretta nel Bolognese, nel tentativo di far perdere le proprie tracce. In questo momento, Almas e Akatar Mahmood si trovano presso la caserma dei Carabinieri di Pesaro.

Lunedì mattina attorno alle 13,30 la ragazza era stata caricata a forza sull’auto di famiglia, una Chevrolet-Daewoo station-wagon dal padre e da un’altra persona. La vettura l’aveva attesa nei pressi della comunità “Fenice” della Onlus Cante di Montevecchio di Fano (Pesaro-Urbino), dove la ragazza si trovava dalla primavera scorsa per disposizione della magistratura minorile.

Almas stava rientrando da scuola, l’istituto commerciale “Cesare Battisti”, ed era sola. Aveva tentato di chiedere aiuto ma i suoi rapitori erano stati più veloci ed erano riusciti ad allontanarsi prima dell’arrivo dei soccorsi. Alla scena aveva assistito un consigliere comunale che aveva dato l’allarme.

La ragazza era stata vittima di ripetuti maltrattamenti e imposizioni da parte del genitore, che non accettava il suo modo di vivere “troppo occidentale”. Nell’aprile scorso il padre l’aveva picchiata fino a mandarla in ospedale. Era scattata una segnalazione ai servizi sociali e il Tribunale dei Minori aveva affidato la ragazzina ad una comunità di accoglienza.

Akatar Mahmood aveva fatto ricorso in Corte d’appello ma la diciassettenne aveva implorato i magistrati di trovarle una sistemazione alternativa alla famiglia. E così era stata affidata alla “Fenice”, dove si era subito ambientata, riprendendo anche la scuola.