Fase 2 scaglionata Regione per Regione? Sì, ma lo diranno i dati veri (tamponi), non il Governo. Il calendario

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Aprile 2020 9:32 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2020 10:22
Fase 2 scaglionata Regione per Regione? Sì, ma lo diranno i dati veri non il Governo. Il calendarioFase 2 scaglionata Regione per Regione? Sì, ma lo diranno i dati veri non il Governo. Il calendario

Operatore all’ospedale di Rozzano (Ansa)

ROMA – Nel giorno in cui l’Italia fa segnare il record di guariti – 2.099 nelle ultime 24 ore – e Confindustria va in pressing sul governo e sul premier Giuseppe Conte per chiedere di porre fine al lockdown, l’Oms frena sull’inizio della ‘Fase 2’, ma allo stesso tempo fornisce indicazioni per un’apertura per step successivi. Per “classi di lavoro, tipologia geografica e classe di età”.

Cosa succederà il 14 aprile?

Alcune imprese, quelle meccaniche in particolare e quelle dove si potrà assicurare il distanziamento sociale. Forse anche librerie e cartolibrerie. Intanto l’Inail sta approntando una mappa con tutte le attività lavorative e il relativo indice di rischio connesso. La mappa prevede tre diversi indici di rischio (basso, medio e alto): per gli operai dei cantieri edili che lavorano all’aperto rischio medio basso, per i camerieri rischio medio alto, per fare un esempio.

Quali Regioni prima? Solo i dati veri possono dirlo

L’indicazione di massima consentirà una riapertura a marce diverse per area geografica. A decidere, di nuovo, saranno i dati. E’ consigliabile un’apertura diversa da Regione a Regione? Il direttore dell’Oms Guerra Ranieri Guerra non si sbilancia. “No, io consiglio una riapertura una volta fatta la valutazione esatta del rischio. Una volta che si sappia esattamente come il rischio sta circolando perché non lo sappiamo. Sono tutte stime basate sull’intasamento ospedaliero e sul numero dei tamponi fatti – ha sottolineato – ma il denominatore deve essere la popolazione vera, non i tamponi fatti”.

Fine quarantena cittadini si guarda al 18 maggio

Ma per consentire alla persone di circolare con più libertà bisognerà aspettare almeno il 4 maggio. Dopo i ponti festivi, troppo rischiosi se si sarà dato il minimo segnale di apertura, si rifarà il punto. Allora, se l’indice di contagio sarà minimo, il governo potrebbe verosimilmente indicare il 18 maggio come data utile per eliminare le limitazioni sulle passeggiate e e prevedere deroghe all’obbligo di stare nel proprio Comune (magari escludendo gli over 65). 

Da 5 giorni gli ospedali respirano

Per ora si resta ancora a casa, anche se i dati ormai da giorni continuano a mantenersi su un trend positivo. L’incremento delle vittime è sceso per il quarto giorno consecutivo ed è il secondo più basso dal 10 marzo, fermandosi a 542; sono invece cinque i giorni nei quali si registra una diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva: anche oggi 99 in meno rispetto a martedì. Continua anche la discesa del numero complessivo dei ricoverati negli ospedali: martedì erano 258 in meno, oggi sono 233 in meno. Numeri rafforzati da quelli sui tamponi effettuati, visto che questi ultimi stanno aumentando sempre di più giorno dopo giorno e oggi hanno superato i 50mila. (fonti Ansa, Corriere della Sera e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)