Fase 2. Senza tamponi e controlli epidemia fino al 2021 e 70mila morti. Uno studio, tre scenari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2020 8:56 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 8:57
Fase 2. Senza tamponi e controlli epidemia fino al 2021 e 70mila morti. Uno studio, tre scenari

Fase 2, gli scenari (Ansa)

ROMA – Le ragioni del buon senso sembrano confermate dai modelli previsionali più avanzati: se dal 4 maggio procederemo con una fase 2 di allentamento delle restrizioni senza prevedere tamponi su larga scala e tracciamento “aggressivo” dei contatti, l’epidemia durerà ben oltre la fine del 2020.

E i morti totali arriveranno a 70mila unità, con collasso di terapie intensive e rianimazioni già all’inizio di giugno.

Lo studio su Nature Medicine

Lo studio pubblicato da un gruppo di atenei italiani su Nature Medicine disegna tre scenari possibili.

Tre scenari che dipendono dalle determinazioni governative come dalla risposta di noi tutti.

Quello che abbiamo visto è lo scenario peggiore dal punto di vista del sacrificio in termini di vite da salvare: più stiamo chiusi, invece, prima debelliamo il virus, diciamo in due/tre mesi.

Dal momento che chiusi in eterno non si può stare, la sola alternativa è appunto un tracciamento aggressivo (tamponi, app, ecc…) che manterrebbe grosso modo il tasso di contagio ai livelli attuali, prima dell’esaurimento dell’azione virale entro l’anno e una contabilità di decessi non superiore a 30/35mila morti.

I tre scenari della fase 2

“Abbiamo fatto almeno tre ipotesi diverse – spiega Giulia Giordano, ingegnere dell’università di Trento e prima firma dello studio la prima autrice -.

“Con il mantenimento di un lockdown ferreo l’epidemia si esaurirebbe in uno-due mesi.

Passando alla fase due senza tamponi e senza controllo dei contatti potremmo arrivare a 70 mila vittime e i contagi resterebbero sostenuti.

Alla fine dell’anno l’epidemia sarebbe ancora in corso e la conta dei morti continuerebbe nel 2021.

Allentando il lockdown, ma mantenendo l’attenzione estremamente alta sui nuovi focolai, con test fatti rapidamente ed estensivamente, l’epidemia resterebbe più o meno ai livelli di contrazione attuale.

Con un tasso di replicazione di 0,77, leggermente superiore a quello di oggi, e si concluderebbe entro l’anno con un numero totale di vittime fra 30 e 35 mila”. (fonti Ansa e La Repubblica)