Fase 2: siepe anti contagio per salvare ristoranti, bar, spiagge

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 17 Maggio 2020 13:22 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2020 13:22
bar ristoranti ansa

Fase 2: siepe anti contagio per salvare ristoranti, bar, spiagge (foto Ansa)

ROMA – Arriva la siepe anti contagio per ottimizzare gli spazi e salvare bar, ristoranti, spiagge e locali pubblici con barriere verdi in grado di separare fisicamente ambienti e persone, bloccando il droplet aereo portatore del virus.

Lo rende noto la Coldiretti in occasione della ripartenza delle attività commerciali che avverrà domani, lunedì 18 maggio.

“Il rispetto delle distanze all’interno dei locali commerciali rappresenta – sottolinea la Coldiretti – il vincolo più gravoso da rispettare con le limitazioni degli spazi che in molti casi comportano addirittura la mancanza di convenienza alla riapertura”.

“Le siepi verdi – viene spiegato in una nota – possono essere realizzate con diverse varietà di piante e fiori differenziati per altezza, dimensioni e condizioni da collocare in ambienti interni o all’aperto, per mantenere le misure di sicurezza anti-Covid19″. ù

“Si tratta di un’alternativa green per risolvere il problema del distanziamento sociale fra le persone, separare tavoli o delimitare confini che peraltro – precisa la Coldiretti – profuma, purifica l’aria in modo naturale e rappresenta certamente un’alternativa esteticamente piu’ valida durante l’estate rispetto all’algido plexiglas”. 

“Il progetto dei distanziatori verdi personalizzati di Giorgio Tesi Group da Pistoia – scrive ancora la Coldiretti – oltre che in Italia ha riscontrato particolare interesse anche in Francia e Germania con moltissime piante disponibili all’uso, resistenti a temperature elevate, vicinanza al mare, carenza d’acqua e con una fioritura che segna l’intera stagione estiva, tanto che anche alcuni stabilimenti balneari nazionali hanno già avviato i contatti per l’installazione.

I vivai Faro di Giarre in provincia di Catania propongono di utilizzare sistemi di separazione con spalliere di piante mediterranee con l’obiettivo di conciliare le nuove regole per la tutela della salute con il bello e piante come l’ulivo, il mirto o il gelsomino sono alcune delle alternative che ben si adattano a questo scopo per separare tavoli, delimitare confini o anche – prosegue la Coldiretti – per le soste in esercizi commerciali creando un percorso verde in attesa del proprio turno per alleggerire il tempo trascorso ad aspettare”.

Il settore florovivaistico italiano è stato tra i più colpiti dall’emergenza coronavirus, con un danno nel 2020 stimato dalla Coldiretti in 1,5 miliardi di euro dovuto a problemi sull’export, con blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi Ue ed extra-Ue, ritardi e problemi nel trasporto su gomma, la chiusura dei canali distributivi ma anche il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali che ora riprendono ma con forti limitazioni e la cancellazione di tutte le manifestazioni fieristiche.

Nel settore sono impegnate 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro (fonte: Agi).